Mettiamoci comodi ed ascoltiamo il fracasso

divano

Il “vezzo” ormai diffusissimo di abbandonare ovunque mobili usati, anche di rilevanti dimensioni, trova in questi giorni ulteriore conferma in piazza Montano, ma non abbiamo dubbi che altrove la situazione sia la medesima. Si direbbe che contro questa nuova piaga di malcostume e maleducazione ben poco vi sia da fare. Dovrebbero essere installate telecamere ovunque, specie nei siti più gettonati, ma una volta ripreso il maleducato che cosa gli si potrebbe fare? Una cosa è comunque certa: la sorveglianza del territorio è ormai una chimera, una buona intenzione contraddetta spesso dai fatti. Ci informano alcuni residenti, da sempre attivi per sottrarre la vicina piazza Settembrini al degrado, del fatto che continuano imperterriti i bivacchi serali e notturni di gruppi di nigeriani provenienti da appartamenti del civico adiacente di piazza Montano. Quando (raramente) c’è presenza di pattuglie delle Forze dell’Ordine sembrano comportarsi in maniera accettabile, ma quando non c’è vigilanza ecco che la situazione diviene del tutto insopportabile. Schiamazzi, musica, e talvolta risse sono le “delizie” che affliggono i residenti. A questo si aggiunge, qualche volta, persino la beffa. Ci hanno riferito che nel mese di luglio, in occasione di una serata di canti dialettali organizzata dal Municipio, dalla finestra di un appartamento occupato da ecuadoriani (tristemente noti per rumori insopportabili ed insistenti) sarebbero giunte richieste agli orchestrali di smetterla al più presto! Da notare che ciò sarebbe avvenuto prima delle 22,30 cioè in pieno orario consentito dalle norme e dai permessi accordati. Siamo  dunque alle comiche? Meglio dire tragicomiche, perché la gente è veramente esasperata di non poter riposare e vivere in pace in una delle più belle piazze di San Pier d’Arena. Persino da qualche operatore delle Forze dell’Ordine chiamate telefonicamente ad intervenire, capita di sentirsi rispondere in maniera a dir poco sconsolante, quasi che chi si rivolge loro lo faccia per motivi insulsi. Il degrado dunque ha delle cause precise contro le quali occorre finalmente agire con forza e serietà, ma può anche divenire fonte di senso di abbandono se le risposte suonano come beffarde anziché collaborative.
Pietro Pero

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