Maria Stuarda, il trionfo del belcanto

A 182 anni dalla sua prima rappresentazione, avvenuta al Teatro alla Scala di Milano il 30 dicembre 1835, Maria Stuarda, di Gaetano Donizetti, è andata in scena, per la prima volta, al Teatro Carlo Felice ottenendo più che entusiastici consensi. Si è trattato di uno spettacolo di notevolissima caratura, ad ulteriore conferma della assoluta validità della stagione in corso. Visivamente piacevole, nobilitato dai bellissimi costumi, tanto eleganti quanto inconsueti per quanto riguarda i personaggi maschili, firmati da Gianluca Falaschi, estremamente essenziali le scene di Monica Manganelli, peraltro perfettamente consone alla vicenda. Intrigante ed efficace la regia di Alfonso Antoniozzi, di chiaro taglio teatrale con cambi scena aperti e continuo viavai di attrezzisti, sarte e parrucchiere. Musicalmente ineccepibile, ha visto nei bravissimi interpreti, autentici ambasciatori del belcanto, il fiore all’occhiello dello spettacolo. In una partitura musicale difficilissima, continuamente su un’ottovolante, da antologia la prova delle due antagoniste, un’autentica gara di bravura: Silvia Tro Santafè è stata una stupenda Elisabetta, splendida vocalmente e teatralmente credibilissima, così come Elena Mosuc, a ragione considerata una delle massime “belcantiste”in campo internazionale, ha regalato una Stuarda da brividi. Fra queste due star, ben si inseriva Celso Abelo che, con l’eleganza del suo canto ha delineato un’ottimo Roberto. Pienamente all’altezza gli altri interpreti: Andrea Concetti (il buon Talbot), Stefano Antonucci (il meno buono… Cecil), e Alessandra Palomba (Anna Kennedy). Ordinata ed equilibrata la direzione d’orchestra di Andriy Yurkevych, mentre è doveroso sottolineare, ancora una volta, l’ottima prova del Coro diretto da Franco Sebastiani.

Repliche: sabato 20 maggio, ore 15.30 – domenica 21, ore 15,30 – mercoledì 24, ore 20.30.

gb

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