Impasse in Municipio: l’opinione di Piergiorgio Abrile, capogruppo Pd in Municipio

In questi ultimi giorni l’avvocato Monica Russo, presidente in pectore della nostra coalizione e, secondo la legge elettorale dei Municipi, Presidente da nominare dal nuovo Consiglio Municipale, ha incontrato tutti i delegati dei vari raggruppamenti politici. Lo ha fatto perché era suo dovere farlo, nel rispetto dei ruoli e delle Istituzioni. E lo ha fatto anche nel rispetto dei cittadini del Centro-Ovest e nella preoccupazione del loro futuro.
I punti proposti al dialogo erano tre:
– Bando delle Periferie e lavori conseguenti
– Sicurezza del territorio
– Grandi opere in corso o di prossimo inizio.
Non abbiamo cercato inciuci, strane alleanze. Non abbiamo offerto incarichi a nessuno. Non lo potevamo fare, non l’abbiamo fatto e non lo faremmo mai. Lo scopo era quello di trovare delle persone, indipendentemente dagli schieramenti politici, disposte a lavorare nell’interesse del territorio e dei cittadini, in rapporto ai tre temi riferiti. Certo, era una bella sfida. Un modo nuovo di accostarsi alla politica delle realtà, la politica “ dal basso”, quella appunto delle “periferie “. Dai risultati raggiunti mi pare di poter affermare che la partita, nei prossimi giorni, diventerà di competenza di un Commissario, nominato dal Sindaco di Genova. Amen.
Cari amici, con il qualunquismo politico non si fa molta strada. Manifestare un’intenzione il giorno prima e cambiare completamente opinione il giorno dopo, può sembrare una strategia astuta, nella mente di chi la applica. Infatti, in questi giorni, ho notato alcuni “Machiavelli“ nostrani “de borgata” cimentarsi più volte in questi raffinati giochini. Ma alla lunga, amici, i risultati non pagano. Lo dimostrano i recenti avvenimenti in grandi città italiane. Lo dimostrano le difficoltà crescenti di tutti gli Amministratori presenti nelle diverse realtà’ italiane, di destra, sinistra o centro che siano, difficoltà reali, molte volte indipendenti dalla volontà. Cosi come non paga il facile populismo. Cosi come non paga l’atteggiamento negativo legato al rancore personale o all’assoluta incapacità di iniziare un dialogo politico percorribile. Certo, come partito e come Amministratori uscenti di questo Municipio, siamo consapevoli della sconfitta elettorale che abbiamo subito. Siamo consapevoli dell’insoddisfazione, della rabbia, della paura, del disagio presente nella nostra Delegazione. Sono sentimenti che più volte i cittadini ci hanno manifestato, a volte anche con grande forza. E siamo anche consapevoli di non essere riusciti ad andare incontro alle loro richieste, alle loro legittime aspettative.
Siamo consapevoli di avere troppe volte preteso di spiegare- Noi- alla gente quello che andava o non andava fatto. Quello che era giusto e quello che era sbagliato. Quello che era morale e quello che non era morale. Sarebbe stato meglio, invece, che avessimo – Noi – ascoltato la Gente. Sarebbe stato meglio tacere e ascoltare invece di aumentare la nostra Sordità Sociale e la nostra Arroganza Decisionale. Siamo consapevoli della necessità di un cambiamento politico, tecnico, strategico, culturale per il nostro partito. E lo faremo, con la tenacia, l’umiltà e la determinazione che hanno sempre contraddistinto la nostra gente, i nostri iscritti, i nostri militanti.
Permettetemi ancora alcune considerazioni legate al nostro Municipio. L’attività svolta dal presidente Marenco, dalla Giunta e dai Consiglieri è stata probabilmente insufficiente. L’azione municipale è stata probabilmente miope nei confronti di certi problemi ( ad esempio la sicurezza, l’igiene ambientale, ma anche altri …..). Le nostre delibere sono state probabilmente incomplete, poco incisive, inefficaci per i risultati ottenuti ( o non ottenuti ). Siamo consapevoli e accettiamo la punizione elettorale.
Voglio però ricordare a tutti che questi cinque anni di attività municipale si sono svolti con l’impegno personale di tutti i Consiglieri, ai quali va il mio ringraziamento e la mia stima. E voglio ringraziare inoltre tutto il Personale Dipendente per la collaborazione e la volontà dimostrate. Ricordo poi che il nostro Municipio è stato probabilmente il primo dei Municipi cittadini nel numero di delibere, ordini del giorno, sollecitazioni (cioè nel numero totale delle varie azioni amministrative ) approvate con il consenso unanime di tutti i Consiglieri sia della Maggioranza che dell’Opposizione. E’ questo, a mio parere, un segno della profonda civiltà, educazione politica e rispetto delle Istituzioni che ha contraddistinto tutti i componenti del passato Consiglio Municipale.
Il Partito Democratico ha riconosciuto la sconfitta elettorale, ma siamo e rimaniamo il Partito di riferimento di una grandissima parte della popolazione.
– Fieri della nostra Storia
– Consapevoli dei nostri Principi
– Immutati nei nostri Ideali
Piergiorgio Abrile

4 comments for “Impasse in Municipio: l’opinione di Piergiorgio Abrile, capogruppo Pd in Municipio

  1. Luana
    20 luglio 2017 at 08:18

    Tralascio la parte relativa al populismo perchè dovrei scrivere un romanzo, tralascio anche l’autoreferenzialità e i presunti o meno giochi di potere. Mi concentro sulle ultime 3 righe, sui valori che, come VERA donna di sinistra, sento miei sin nel DNA ma che il “Partito di riferimento” ha perso da un pezzo, così come ha perso me.
    – Fieri della nostra storia: durante un forum interculturale, data 24 maggio 2016, un rappresentante di maggioranza ha ricordato che quella data corrispondeva alla battaglia di Pichincha, combattuta il 24 maggio del 1822, quando l’Ecuador si liberò dal dominio spagnolo. La sottoscritta ha ricordato che il 24 maggio, in Italia, comincò la prima guerra mondiale. Di quale soria stiamo parlando?
    – Consapevoli dei nostri principi e immutati nei nostri ideali: mi rifaccio ai valori della rivoluzione francese: liberté, egalité, fraternité. Siete stati capaci di stravolgerli tutti nella maniera peggiore. Libertà: mai, come in questi ultimi anni, le persone si sono sentite libere di fare quello che volevano perchè tanto l’impunità regna sovrana. Di contro, le persone anziane e i più deboli sono sicuramente diventate meno libere. Uguaglianza: siamo tutti uguali. Non è vero. Dobbiamo avere tutti la stessa possibilità di studiare, di partecipare, di accedere alle cariche pubbliche; uguaglianza di opportunità non azzeramento delle diversità. Fraternité, cioè solidarieta: non significa carità cristiana, che è altra cosa, non siglifica vogliamoci tutti bene, non significa aiutare anche chi non ha voglia di fare una mazza; significa prendersi cura dell’altro quando c’è un reale stato di bisogno: disabili, invalidi sul lavoro, persone che rimangono senza lavoro, terremotati, ammalati.
    Stravolgere questi principi è stravolgere un’idea, tradire chi ci crede da sempre e impoverire la nazione duramente costruita da mio (e dai nostri) nonni.
    Essere di sinistra, per me, è guardare al futuro senza dimenticare mai da dove vengo. Significa essere aperta al mondo senza cancellare le mie tradizioni che, come tutte le cose importanti, devono essere trattate con estrema cura.
    Lasciate perdere quegli slogan cretini come “costruiamo ponti e non muri” perchè per costruire ponti che restino in piedi ci vogliono ingegneri e progettisti competenti, per un muro bastava mio nonno muratore (con tutto il rispetto che ho per loro).

    • Stefano Fasoli
      21 luglio 2017 at 19:18

      Anche i muri bisogna saperli fare. Se fatti bene abbatterli cosa impossibile. Evviva! sampierdarena si merita un commissario. Spero resterà commissariata a lungo almeno fintanto che la popolazione residente non sia in grado di valutare chi ha peccato peccato in pensieri, parole, opere e omissioni. Il PD ha perso però vuol continuare a controllare un territorio che è stato lacerato dalle gestioni (sempre degli stessi) precedenti. Il centro destra non ha un programma è non è in grado di sostenerlo per lo sviluppo del territorio. I cinque stelle sono a per farfalle. 44.000 residenti più gli irregolari sembrerebbe evidente che non si tratta di pensieri, parole, opere e omissioni ma si tratta di azioni che nessuno ha la più pallida idea né di quali né tanto meno come sostenerle. Amministrare sampierdarena è qualcosa di più che una bocciofila o una ciclistica. Cosa che partiti cinque stelle incluso non sembrano minimamente comprendere. W basettoni!

  2. Paolo
    21 luglio 2017 at 08:20

    Sono contento che finalemente un pò di autocritica si sia fatta, per ora avevo solo letto scaricabarili. Mi permetta di dirle per quanto mi riguarda quello che più mi ha deluso è stata la mancanza di combattività del passato presidente di municipio e della sua maggioranza, mi è sembrato che non si volessero pestare i piedi a chi era a Tursi, bisognava intraprendere iniziative più incisive perchè pareva evidente che il Centro Ovest fosse la “vittima sacrificale”. Anche io sorvolo sul populismo, spero realmente si riparta dal basso ma nella creazione delle liste, con un presidente veramente non legato a vecchie cariche , con candidati non riciclati da altri partiti, con volti REALMENTE nuovi. Buon lavoro in vista delle prossime elezioni municipali che spero ci diano la possibilità di votare gente che viene dal basso.

  3. Matilde Gazzo
    21 luglio 2017 at 16:46

    Grande Luana riflessioni sagge e che a mio avviso incassano oltre alla mia, l’approvazione di quanti, sia pure di sinistra, usano il cervello.

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