Elezioni di domenica 4 marzo: ecco le regole per il voto per Camera e Senato e per il nuovo Consiglio Municipale

Domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23, si tornerà a votare. Di seguito potrete leggere alcune informazioni utili prima di recarvi alle urne.

Elezioni politiche italiane

Le elezioni politiche italiane del 2018 per il rinnovo dei due rami del Parlamento – il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati – si terranno domenica 4 marzo 2018. Si voterà per l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori elettivi della XVIII legislatura. I contrassegni elettorali ammessi alla competizione elettorale sono stati 84. Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale del 2017, soprannominata Rosatellum bis, che sarà applicata per la prima volta. Questa legge, identica a meno di dettagli alla Camera e al Senato, si configura come un sistema elettorale misto e a separazione completa. Ciò significa che una parte dei seggi è attribuita con sistema proporzionale e una parte con sistema maggioritario ed è a separazione completa in quanto priva di sistemi di compensazione tra le due modalità di attribuzione dei seggi. Esistono due schede, una rosa per la Camera ed una gialla per il Senato (per l’elettore che abbia compiuto 25 anni). Si potrà esprimere il proprio voto in tre modi differenti: 1) tracciando un segno sul simbolo di una lista: in questo caso il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista sostiene; 2) tracciando un segno sul simbolo di una lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa sostenuto: il risultato è uguale in pratica a quello descritto prima; non è però ammesso, pena l’annullamento della scheda, il voto disgiunto, l’elettore non potrà quindi votare contemporaneamente per un candidato di un collegio e, nel proporzionale, per una lista a lui non collegata; 3) tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista), in questo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo sostiene, se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione), il voto in questione viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel singolo collegio in questione. Partecipano al voto per il rinnovo della Camera dei deputati gli elettori che hanno compiuto la maggiore età (diciotto anni), mentre per il Senato della Repubblica gli elettori che hanno compiuto il venticinquesimo anno di età.

Elezioni Municipio Centro Ovest

L’elezione del Consiglio municipale avverrà contestualmente alle elezioni politiche italiane. All’elettore sarà consegnata una scheda arancione (sopra il facsimile). Non essendo stata apportata nessuna modifica, il sistema adottato sarà lo stesso delle ultime elezioni amministrative e cioè il proporzionale con premio di maggioranza e senza il ballottaggio. Nella scheda per eleggere il Consiglio e il Presidente del Municipio non è ammesso il voto disgiunto. Si deve tracciare un segno sul simbolo della lista scelta ed esprimere eventualmente una preferenza accanto al simbolo della lista votata. Il nome del candidato Presidente non deve essere scritto sulla scheda, a meno che non si sia candidato anche come Consigliere. Già dalle elezioni di giugno il Consiglio Comunale, adeguandosi alla legge nazionale in tema di parità di accesso alle cariche elettive e agli organi esecutivi, aveva approvato, anche per le elezioni Municipali quanto segue: 1) in ciascuna lista nessun sesso può essere rappresentato per più di due terzi, 2) ogni elettore può esprimere al massimo due preferenze con l’obbligo di indicare la doppia preferenza di genere. Come per il Comune, nel caso di due preferenze allo stesso sesso, la seconda preferenza viene annullata, 3) La Giunta municipale, composta dal Presidente e un numero di Assessori non superiore a tre, sarà quindi composta da due uomini e da due donne. La lista o il raggruppamento di liste che conseguirà il 40% dei voti, otterrà il 60% dei seggi ed il Presidente del Municipio sarà eletto dai consiglieri comunali. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste, in maniera proporzionale alle preferenze ottenute con le stesse regole applicate in Comune. Alla distribuzione dei seggi non parteciperanno le liste e i gruppi di liste che avranno ottenuto al primo turno meno del 3% dei voti validi. È necessario evidenziare che legge elettorale per i Municipi è nata in un contesto politico caratterizzato dal bipolarismo, mentre attualmente c’è il rischio che a marzo cosi come nello scorso giugno, nessuna lista possa raggiungere la soglia del 40%. Da ciò deriverà l’impossibilità per la lista che avrà raccolto il maggior numero di voti, di eleggere autonomamente il Presidente e la conseguente necessità di cercare accordi, ed alleanze temporanee, altrimenti si verificherà l’ingovernabilità del Municipio e sarà di nuovo necessario il commissariamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.