Ancora camion in sopraelevata. Sino a quando?

Non c’è crollo che tenga, non c’è divieto che venga rispettato, non c’è avviso chiaramente leggibile ai distratti, nulla.. come se il 14 agosto non fosse successo un disastro epocale con conseguenze tali da eliminare la continua superficialità nella quale ci dibattiamo. Anche stamattina alle 7,45 circa (ma la cosa è quasi quotidiana…) un tir si è infilato sulla strada Aldo Moro provenendo dall’autostrada. Lo abbiamo fotografato, e a colpi di clacson abbiamo cercato di fargli capire che doveva uscire appena possibile.  Il bello, si fa per dire, è che il Comune ha predisposto scritte luminose che dicono:”Strada Aldo Moro: divieto di transito per veicoli di peso superiore alle 2,5 t”. Piccolo particolare, segno palese della superficialità degli addetti, che i camionisti foresti o stranieri non hanno la più pallida idea di che cosa e dove sia la “Strada Aldo Moro”, arteria che tutti chiamano “Sopraelevata”, che chi non parla italiano non      capisce un accidente delle loro scritte spesso composte  in linguaggio astruso anche per noi, che con le infinite distrazioni che ci sono mentre si guida, raccordi vari ecc., la possibilità di sbagliarsi è continua. Possibile che a nessuno venga in mente di scrivere chiaro, all’inizio ed alla fine della sopraelevata, una semplice scritta del tipo “NO TIR”, o simile? Esistono anche dissuasori aerei (sbarre) adeguatamente evidenziate che farebbero visivamente capire come di lì un camion non debba e possa passare, ed altri sistemi semplici ma efficaci per chiunque e da qualsiasi provenienza arrivi. Invece no, si insiste con scritte solo per chi “sa” o è molto attento. Alla Foce, se un camionista arriva alla rotonda dalla Fiera, o da Corso Quadrio, niente e nessuno gli impedisce di girare ed infilarsi nella Aldo Moro. L’unica scritta, tra l’altro fatta come abbiamo detto sopra, è posizionata e visibile solo per chi arriva da viale Brigate Partigiane, poco dopo gli uffici ACI, e sicuramente non è a prova di distratti o stranieri.

Insomma, come regolarmente succede in Italia, ci si corregge solo ed esclusivamente DOPO che un fatto grave è successo. Credevamo che il 14 agosto avesse insegnato qualche cosa, invece si avvisano (malamente) solo coloro che percorrono la sopraelevata da una vita ed incrociano le dita sperando che tenga ancora per molto. Quando però ci si trova a dover superare un TIR nelle “strette”, magari nella curva della Darsena, si mandano benedizioni (per non dire altro) a coloro che continuano ad agire facendo il loro “compitino” senza metterci un poco di intelligenza ed ignorando quella straordinaria dote che si chiama “empatia”.

Pietro Pero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.