C’era tutta la città

Piazza De Ferrari non si vedeva così colma di gente da decenni. Si può quindi dire che c’erano “tutti” i genovesi, proprio perché chi non ha potuto essere presente si è sentito rappresentato comunque. Alle 17,45 di sabato 14 settembre, ad un mese esatto dalla tragedia,  un vero e proprio bagno di gente ha accolto gli sfollati, i soccorritori, le autorità,  per dire chiaramente a tutti che Genova è forte, coesa, determinata a non lasciarsi opprimere da un evento così tremendo, e vuole risorgere tempestivamente. Tullio Solenghi, notissimo ed amato attore genovese, ha fatto da presentatore, ma il suo “mestiere” di persona abituata al pubblico ed ai microfoni nulla è valso contro la commozione che ha colto lui e tutti i presenti. La lettura dell’elenco delle 43 vittime, con qualche nota personale per ognuno di loro è stata straziante, ma necessaria e pur nella tristezza, ricchissima di umanità. Nella “normalità” di quelle vite ci siamo riconosciuti tutti, perché chiunque di noi sarebbe potuto trovarsi sul ponte in quel terribile momento. La folla si è quasi spellata le mani per applaudire i rappresentanti dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine, dei Volontari, che in modo davvero eroico si sono precipitati ad estrarre dalle macerie chi era ferito, e poi ha compiuto il pietoso recupero delle salme. La rappresentante degli sfollati, Mimma di Via Porro, è intervenuta con chiarezza e semplicità, sottolineando come essi abbiano sentito le autorità vicine e siano pieni di speranza per poter presto recuperare le cose personali e cariche di ricordi che ogni famiglia conserva in casa. Dopo una bellissima testimonianza letta da Luca Bizzarri, ed uno scritto donato alla città da Dory Ghezzi a nome dell’indimenticabile Fabrizio de Andrè, hanno preso la parola le autorità, dal vescovo Ausiliare Mons. Niccolò Anselmi al Sindaco Marco Bucci, al Presidente della Regione Toti. Da tutti la conferma di una ferma intenzione: l’unione fa la forza, ed è imperativo che la rinascita di Genova sia connotata da questo principio fondamentale. Ha concluso la commemorazione il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il quale ha annunciato l’emissione di un decreto speciale per Genova, contenente misure forti per il sostegno a chi ha perso la casa e il lavoro, nonché linee guida fondamentali per il lavoro del Commissario all’emergenza che verrà nominato entro 10 giorni e che avrà poteri notevolmente ampi, tali da superare burocrazie e pastoie che solitamente rendono lunghissimi gli interventi pubblici. Conte ha promesso che “presto” tornerà a Genova per inaugurare il nuovo ponte sul Polcevera. Impegni analoghi sono stati solennemente presi dal sindaco e dal presidente della Regione che hanno parlato prima di Conte, e non abbiamo motivo per dubitare che siano rispettati, anche perché lo hanno fatto letteralmente davanti a tutta la città, per cui rimangiarsi tali promesse sarebbe davvero una vergogna incancellabile, peggiore del disastro.

Pietro Pero

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