Aida, maestosità verdiana e videogames

Assente dalle scene genovesi da ben sedici anni, “Aida”, capolavoro assoluto di Giuseppe Verdi, preceduta da festa in Piazza De Ferrari, con al termine un’emozionante spettacolo pirotecnico, è andata in scena al Teatro Carlo Felice, inaugurando la Stagione Lirica 2018/2019.  Diciamo subito che si è trattato di un’edizione all’insegna della meraviglia visiva atta a creare stupore agli occhi dello spettatore, in particolar modo  di quel “nuovo pubblico” di cui ormai da tempo il Teatro ne è alla ricerca. Infatti le videoscenografie tridimensionali firmate da Monica Manganelli hanno abilmente creato un Egitto futuristico e irreale, di netto taglio cinematografico, con continue proiezioni creanti le diverse ambientazioni della vicenda, a nostro avviso, talvolta non scevre da qualche eccesso. Nel complesso comunque è da considerare un’iniziativa interessante e nello stesso tempo coinvolgente, nel contesto di un’ottima regia a cura di Alfonso Antoniozzi e dei bellissimi costumi realizzati da Anna Biaggiotti. Musicalmente valida, ha visto nella prova del Coro diretto da Francesco Alberti un’autentico punto di forza, così come nell’intelligente direzione d’orchestra di Andrea Battistoni, abile nell’interpretare ogni momento di questo monumento musicale verdiano. Nel cast abbiamo apprezzato Svetla Vassileva, esordiente nel ruolo della protagonista, particolarmente nei momenti intimistici, mentre l’esuberanza vocale di Marco Berti nel ruolo di Radames, ha condizionato talvolta una prova di tutto rispetto. Buona e convincente la Amneris di Judit Kutasi, decisamente una gradita sorpresa, così come l’autorevole prova di Angelo Veccia nei panni di Amonasro. All’altezza della situazione: Fabrizio Beggi (Ramfis), Seung Pil Choi (il Re), Manuel Pierattelli (un messaggero) e Marta Calcaterra (una sacerdotessa). Poche le poltrone vuote, calorosi e prolungati applausi al termine.

Repliche: domenica 9 (15.30), sabato 15 (15.30) e domenica 16 (15.30)

gb

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