La premiata Ditta “Shakespeare & Bernstein” trionfa al Teatro Carlo Felice

Accantonato il consueto Concerto, nel primo giorno dell’anno, il Teatro Carlo Felice ha proposto, ottenendo un significativo consenso di pubblico “West Side Story”, il celebre musical basato su un’idea di Jerome Robbins, portata splendidamente in musica da Leonard Bernstein. Capolavoro assoluto che travalica generi e generazioni, perfetto connubio tra linguaggio popolare e stile colto, dove citazioni da Beethoven e spigolosi passaggi moderni, si fondono con melodie be-pop e frenetici ritmi latini, dando vita ad un crogiuolo musicale perfettamente consono alla personalità dell’autore. Adattamento dell’immortale “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, trasportato dagli autori nella giungla urbana di New York negli anni cinquanta, dove l’amore “nato sotto una cattiva stella” fra Tony (Romeo) e Maria (Giulietta), ripropone il conflitto tra Capuleti e Montecchi, qui due bande rivali alle quali appartengono: i bianchi Jets opposti ai portoricani Sharks, in un contesto dove l’assoluta paura del diverso, sconfina in una xenofobia ancor oggi di inquietante attualità. Venendo allo spettacolo, lo si può assolutamente definire di pregevolissima fattura nella sua semplicità, grazie ad ogni sua componente: dalle superbe coreografie originali di Jerome Robbins, qui fedelmente riprodotte da Fabrizio Angelini, alla intelligente e rispettosa regia curata da Federico Bellone. Sicuramente d’effetto le scene firmate da Hella Mombrini e Silvia Silvestri: imponenti scale antincendio in ferro, simbolo dello spettacolo, chiaro riferimento al balcone veronese, in un contesto di luci, firmate da Valerio Tiberi, dove il colore rosso si impone prepotentemente. Sempre nel segno di un’intelligente rispetto della vicenda, i coloratissimi costumi di Chiara Donato. Ottima la prova dell’Orchestra del Teatro, diretta con grande personalità da Alpesh Chauhan ed un autentico tsunami di gioventù in tutti i bravissimi interpreti: trionfo d’entusiasmo nel ballo, nella recitazione e nel canto, dove Luca Giacomelli Ferrarini è stato un credibilissimo Tony, Caterina Gabrieli un’angelica Maria, mentre Simona Di Stefano ha delineato un’intensa quanto temperamentale Anita. Grande entusiasmo ed prolungati applausi al termine.

gb

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