Ci scrivono: “Il caro e triste estinto”

Un lettore e abbonato del Gazzettino, che da diversi anni vive fuori Genova per motivi di lavoro, ci ha scritto questa mail dopo essere stato in visita al cimitero della Castagna.

Scrivo queste poche parole per portare in evidenza lo stato di abbandono del cimitero della Castagna.Il cimitero è un luogo che di per se è difficile da frequentare: ci si va a trovare amici o parenti ma sempre con tanto disagio. Sarebbe comunque impossibile trovarvi piacere, forse quel piccolo sentimento di gratitudine che il caro defunto prova nel vederci andare a porre un lumino e un fiore può darci un lieve sorriso.Ma quando il luogo diventa ostile tutto è ancora più assurdo.
Mio papà è mancato nell’ultima primavera. Le spese funerarie non sono certamente uno scherzo ma si affrontano con cuore composto e si pagano anche le tasse per l’inumazione al Comune, cosa giusta perché servizio che vuoi lo devi giustamente pagare. Il campo in cui è stato sepolto appariva già il giorno della sepoltura davvero critico: sembrava reduce da un bombardamento. Passa il tempo e giustamente ci dicono di attendere prima di fare una tomba di marmo perché il terreno si deve assestare. E qui le cose iniziano a non piacermi. Il terreno si assesta cioè sprofonda per via delle piogge. Ma non c’è nessuno che vada periodicamente a sistemare le buche che si formano. E teniamo conto che al cimitero ci vanno anche vedove e vedovi che sono anche persone anziane e oltre che andarci con animo straziato devo stare attente a non perdere l’equilibrio mentre si avvicinano al luogo si sepoltura. E lo dico a ragion veduta perché quando accompagno mia mamma, già un pò sgangherata di suo, devo stare attentissimo a che non perda l’equilibrio mentre si cammina tra terra, fango, sassi, buche… Mia sorella mi dice che ai primi di dicembre nel campo addirittura si vedeva una cravatta che di certo non era quella di un visitatore che in preda allo strazio si è strappato le vesti. Così mi vengono in mente le immagini di quando papà è stato sepolto… sembravano pezzi di legno (forse bare frantumate durante il rinnovo del campo… ma perché lasciate lì?) ma se fossero frammenti di ossa? Difficile, vero, ma non impossibile. Qualche giorno fa, quindi fine dicembre, vado io con mia mamma e noto che la cravatta è sempre lì, a fianco si vede forse un paio di calzini (!!!!), non oso scoprire se sono davvero calzini. Poco più in là la maniglia vecchia di una ex-bara. Ma dico io, possibile che non ci sia la pulizia del campo? Le tasse sono state pagate… I campi sono il 13 e il 14 Adulti. Si vede come il camposanto sia lasciato a sé, quando invece dovrebbe essere pulito, aggiustato creando tra le file di tombe dei sentieri calpestabili per permettere il normale camminamento e non avventurarsi in un campo di guerra. E poi, se devo dirla tutta: va bene che ci sia la ruspa perché gli operai devono preparare la fossa ma perché una volta finita la sistemazione della bara non può essere spostata fuori dal campo ma lasciata lì in mezzo? Va bene che magari il giorno dopo ci sarà un altra fossa da preparare ma tutti noi, “VIVI”, non parcheggiamo ogni sera le nostre auto negli idonei parcheggi anche se il giorno dopo dobbiamo riprenderle per andare a lavorare?
Ma del resto, penso, se non si ha rispetto dei vivi e si lasciano crollare ponti per incuria e negligenza, cosa serve dedicarsi ai morti?
Grazie
Stefano

3 pensieri riguardo “Ci scrivono: “Il caro e triste estinto”

  • 7 Gennaio 2019 in 14:30
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    parole sante!
    vorrei davvero sapere quali siano le mansioni del personale presente il sito visto che la struttura è semidistrutta, lo stato di pulizia è pietoso (provate a percorrere le gallerie lato mare).
    Se c’è bisogno di manutenzione, unica scelta possibile è pagare il marmista privato visto che in loco non provvedono nemmeno a sistemare il terreno quando questo cede.
    L’erba viene tagliata a primavera inoltrata, se non addirittura estate, dopo mesi che i campi si sono trasformati in una autentica giungla.
    Ho visitato il cimitero di Arezzo, viali ben sistemati, bagni puliti, annaffiatoi a disposizione del pubblico…eppure Arezzo è in Italia quanto lo è il cimitero della Castagna

    Risposta
  • 8 Gennaio 2019 in 23:01
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    Purtroppo la situazione dei cimiteri ovunque è critica come tutte le strutture comunali o statali non so come si può porre rimedio visto che quando stanziano soldi poi spariscono o sono usati per altre emergenze. Io ,considerato il personale che opera nei cimiteri , ritengo che siano abbastanza curati ,purtroppo le parti dei cimiteri antichi avrebbero bisogno di opere importanti e il problema è sempre il solito. Io penso e constato che la colpa del disordine ,specie nelle nuove gallerie, sia anche dei parenti dei defunti che portano fiori freschi lasciati poi seccare dove andrebbero solo fiori finti e borse con prodotti per la pulizia appese alle ringhiere per propria comodità E altro ,non essendoci nessuno che controlla è la solita storia che non c è più senso civico siamo pronti a criticare ma pochi fanno un gesto in più per gli altri .

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  • 9 Gennaio 2019 in 06:49
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    Basterebbe leggere attentamente l’articolo anziché pontificare sul livello di civiltà delle persone che diventa sempre il problema numero uno anche quando, evidentemente, non lo è

    Risposta

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