L’improvvisa scomparsa di Lino Palomba

Certe volte lo scrivere diventa assai difficile , specialmente quando si deve dare notizia della scomparsa di una grande persona e di un carissimo amico. Raffaele (Lino) Palomba era una presenza incredibilmente propositiva, puntuale per la nostra “piccola città” e per l’intero municipio Centro Ovest. Nato nel 1949, Lino aveva svolto attività lavorativa a vari livelli, sino al raggiungimento della pensione come dirigente delle Ferrovie Italiane. Non aveva certo rallentato il suo impegno sociale, anzi, era attivissimo nel volontariato, ed in particolare nell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco di cui era membro del direttivo nazionale, nei “Cercamemoria della Biblioteca Gallino” di cui era stato presidente dopo il compianto Giuseppe Majocco ; era impegnato nel sociale in maniera discreta ma sempre fattiva ed era per il Gazzettino un punto di riferimento importantissimo ed una memoria storica preziosa. Negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare malattie croniche e lo ha fatto con una forza d’animo assolutamente lodevole, continuando comunque le attività di volontariato. Noi che abbiamo avuto la fortuna di frequentarlo ci siamo convinti del suo valore ed ora che il suo grande cuore si è fermato per sempre ci sentiamo smarriti e un po’ più soli, anche se un combattente come lui probabilmente ci direbbe di guardare avanti comunque. Alla carissima moglie, Milena, ed ai parenti tutti giunga il profondo cordoglio della Editrice S.E.S. e della redazione del giornale. Non lo dimenticheremo.

Pietro Pero

2 pensieri riguardo “L’improvvisa scomparsa di Lino Palomba

  • 1 Marzo 2019 in 23:17
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    Quando ho ricevuto la terribile notizia della scomparsa di Lino, non volevo crederci. C’eravamo sentiti al telefono una settimana fa, con la promessa di incontrarci tra qualche giorno per prendere un caffè insieme a Sampierdarena. Problemi di salute suoi e miei ci avevano tenuto lontani nell’ultimo anno, ma lo spirito era sempre rimasto alto. Lino aveva sostituito nel miglior modo possibile mio padre alla presidenza dell’Associazione dei Cercamemoria e per i miei genitori e per me era uno di famiglia. Avevo una sintonia totale con Lino e per me era più di un caro amico, era un fratello. Insieme avevamo preparato mostre e messo a punto progetti per l’Associazione, insieme avevamo preparato articoli per il Gazzettino Sampiedarenese e ci eravamo divertiti a scrivere un libretto, una sorta di glossario degli anni ’50, con molti ricordi della nostra infanzia. Insieme avevamo presenziato alle iniziative per far conoscere le ville, le fortificazioni e la storia della nostra piccola città. Lino alle doti di grande umanità, onestà intellettuale e morale abbinava una innata e rara capacità di mediazione che gli consentiva di appianare le divergenze senza cedere nulla sui contenuti, e questo lo faceva apprezzare da tutti in ogni occasione. E’ un’immensa perdita per chi gli ha voluto bene e ha avuto la fortuna di conoscerlo e di essergli amico, ma anche per Sampierdarena che ha perduto con lui l’appassionato artefice di tante iniziative per la sua valorizzazione. Alla cara Milena un abbraccio grandissimo ed una carezza a Ciak. Lino, amico carissimo e fraterno ti porterò per sempre nel cuore.

    Fulvio Majocco

    Risposta
  • 26 Marzo 2019 in 15:39
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    Ho saputo solo oggi della scomparsa del nostro amico Lino. Io e mia moglie lo conoscevamo dall’infanzia poiché abitavamo nello stesso stabile in via Brin a Certosa. Insomma siamo un po cresciuti insieme.
    Ci siamo ritrovati più volte in questi anni ma ricordo in modo indelebile l’ultima, in cui mi aveva parlato dei suoi problemi di salute. Nel mese di febbraio ci eravamo dati un appuntamento per bere un caffè insieme a mia moglie perché voleva farci conoscere la sua Milena. Ho scoperto dalla lettura delle pagine del Gazzettino tutte le cose importanti che ha fatto perché, per la persona semplice e modesta che era, tendeva a non parlarne.
    Ci eravamo incontrati, dopo molto tempo, in una presentazioni delle ville storiche nel circolo 30 Giugno e ci siamo abbracciati molto cordialmente. Da allora, ogni volta che ci incontravamo, ricordavamo i tempi di quando eravamo bambini, infatti quando ci siamo conosciuti Lino aveva sei anni ed io nove.
    Di un ragazzo come lui, io lo definisco così perché come tale mi piace ricordarlo, non si possono che avere ricordi belli e positivi. Già a quei tempi, del resto come il suo papà Gianni, lui era così.
    La sua voglia di vivere non è stata sufficiente per superare i problem di salute.
    Noi ti ricorderemo sempre e con affetto.
    Ciao carissimo Lino
    Franco e Wilma

    Risposta

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