Superbo dittico in riva all’Arno

E’ finita così come era iniziata, la Stagione d’Opera del Teatro Verdi di Pisa, con l’intelligente (e rischiosa) ulteriore proposta, risultata ancora una volta vincente, di titoli poco conosciuti al grande pubblico: ad ottobre fu “The Beggar’s Opera”, giorni or sono il sipario è calato sul superbo, quanto inconsueto, dittico “Edipo Re” di Ruggero Leoncavallo e “La voix humaine” di Francis Poulenc. Con il primo titolo si è inteso rendere omaggio al compositore nel centenario della sua morte e nel ricordo del grande baritono pisano Titta Ruffo, indimenticato interprete di quest’opera scritta espressamente per le sue straordinarie qualità vocali. Andata in scena in forma semiscenica, l’opera si è avvalsa di interpreti di tutto rispetto: di elevato spessore la prova di Giuseppe Altomare, nel tragico ruolo del titolo, perfettamente all’altezza tutti gli altri interpreti: Paoletta Marrocu (Giocasta), Max Jota (Creonte) e Francesco Facini (Tiresia). Di sicuro e suggestivo effetto la presenza, sul palcoscenico, del costume di scena di Titta Ruffo per il ruolo di Edipo, nonchè le proiezioni dei protagonisti che donarono l’immortalità a questo gioiello. Secondo titolo dello spettacolo, “La voix humaine”, nata nel 1930 come piéce teatrale frutto dello straordinario genio di Jean Cocteau, fu messa in musica nel 1957 da Francis Poulenc. Monologo di altissimo spessore emotivo, che tiene avvinto lo spettatore dall’inizio alla fine, con un’unica protagonista in scena, alterna momenti di intensa tenerezza, ad altri ricchi di passione e talvolta di violenza, in un’ultima e disperata telefonata all’amante. Banco di prova e cavallo di battaglia per grandi cantanti-attrici, ha visto in Anna Caterina Antonacci un’interprete ideale: carisma, fascino e classe, musicalità superba ed un’intensità senza pari per una prova da annali dell’opera. Una buona ed appropriata direzione d’orchestra, in entrambe le opere, a cura di Daniele Agiman, per un’ulteriore gioiello “pescato” in riva all’Arno. Meritate e prolungate ovazioni al termine.

gb

2 pensieri riguardo “Superbo dittico in riva all’Arno

    • 6 Marzo 2019 in 14:39
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      Oh, il Signor Mauro, che piacere tornare a rileggerla! Devo dire sinceramente che mi sono mancate non poco le sue argute e periodiche riflessioni. In merito alla Sua domanda, credo e spero che a qualcuno possano interessare tali articoli, se così non fosse sarei ugualmente felice nel trovare almeno in Lei un assiduo ed attento lettore.
      Con osservanza

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