Domenica 29 settembre la festa dei Santi Cosma e Damiano

Torna la festa dei Santi Cosma e Damiano alla chiesa parrocchiale di Santa Maria della Cella e San Martino domenica 29 settembre, ultima domenica del mese. I santi martiri Cosma e Damiano, fratelli gemelli ed entrambi medici, svolsero una vita caritatevole, assistendo malati e poveri senza mai richiedere alcun compenso: per questo motivo oltre che Santi Medici vengono anche chiamati “anàrgiri” dal greco antico anargyroiche significa appunto “senza denaro”.Su di loro le notizie sono scarse e le fonti sono talora discordanti. Dal Martirologio Romano risulta che entrambi siano nati in Arabia, abbiano ricevuto una completa educazione cristiana e abbiano acquisito l’arte medica in Siria; ben presto i due fratelli cominciarono a farsi conoscere dalla gente e ad essere ammirati per la disponibilità e per la cura che essi ponevano verso le persone bisognose sia nel corpo, sia nello spirito, ponendo al servizio di queste non solo le loro competenze mediche ma facendosi anche messaggeri apostolici di fede e di carità. Grazie al loro esempio e alla loro parola, molti pagani si convertirono così al cristianesimo. Tuttavia, tanto amore verso il prossimo non poteva passare inosservato, soprattutto nel 303 d.C. quando, durante l’ultima e violenta persecuzione nei confronti dei cristiani perpetrata dall’imperatore romano Diocleziano, fu emesso un editto che, di fatto,revocava i diritti dei cristiani e imponeva loro le pratiche religiose tradizionali romane. Fu così che Cosma e Damiano, mentre si trovavano a Egea di Cilicia, in Asia Minore, furono arrestati e portati di fronte al tribunale del prefetto Lisia, governatore di quella regione. Di fronte alla richiesta di recedere dalla disobbedienza alle leggi dell’impero, seppure sottoposti a tortura e a vari supplizi, Cosma e Damiano non rinnegarono la loro fede cristiana, cosicché i due fratelli, per ordine del governatore romano, furono decapitati e i loro corpi sepolti a Cirro, città vicino ad Antiochia di Siria. Ben presto la loro fama si diffuse in tutto l’impero romano e la loro tomba divenne meta di ininterrotti pellegrinaggi per venerare le loro reliquie. Lo stesso imperatore bizantino Giustiniano I, raccomandandosi all’intercessione dei santi medici, avrebbe attribuito a essi la sua guarigione da una grave malattia e, per questo motivo, avrebbe fatto erigere a Costantinopoli una sontuosa basilica dedicata ai Santi Cosma e Damiano. La presenza di attivi scambi commerciali tra Roma e l’Oriente favorì anche in Occidente la conoscenza dei due Martiri cosicché nel 526, in loro onore papa Felice IV fece costruire nel cuore di Roma, convertendo a uso cristiano alcuni edifici nell’area del Foro Romano, una basilica titolata ai Santi Cosma e Damiano, decorata di mosaici stupendi.Risulta che sotto il Pontificato di San Gregorio Magno (590-604), ebbe luogo la traslazione delle reliquie dei Santi Medici a Roma sotto l’antico altare nella basilica suddetta: da qui, parte delle sacre reliquie sarebbero state sparse in molte parti d’Europa e in numerosi santuari dedicati ai loro nomi. Tradizioni diverse ne fissano la data della loro memoria in diversi periodi; per la precisione quella asiatica, che si originò a Costantinopoli, la riporta al primo giorno di novembre, la tradizione romana che si affermò principalmente in Siria la colloca al primo di luglio, mentre quella araba fa riferimento al 17 ottobre. La tradizione cattolica stabilì’ invece il 27 settembre. Tuttavia, non essendo chiaro se quest’ultima data corrispondesse al giorno della dedicazione della basilica piuttosto che a quello del loro martirio, in seguito Paolo VI la spostò al 26 settembre. Nelle regioni italiane sotto i bizantini ovviamente il culto si diffuse con maggiore facilità e in modo più radicale. La venerazione verso i due medici è particolarmente radicata in Puglia e quando parte dei pugliesi dovettero migrare al di fuori della loro terra, laddove approdarono, in Italia o all’estero,  portarono sempre con sé la tradizione della festa a settembre. A Genova, in particolare, è presente una numerosa comunità pugliese che agli inizi degli anni cinquanta fondò un comitato con l’intento di far conoscere a Genova questa tradizione del culto dei Santi Medici. Il primo passo fu di commissionare le statue dei due Santi ad uno scultore di Lecce. Il secondo passo fu quello di trovare un luogo che potesse ospitare l’opera scultoria: quest’ultimo fu individuato inizialmente nella chiesa di San Giuseppe a Sestri fino alla fine degli anni Sessanta. In seguito, nel 1971, il comitato e le statue migrarono presso la chiesa della Cella di San Pier d’Arena accolti, all’epoca, da Monsignore Berto Ferrari: in questa chiesa le statue dei Santi Medici sono custodite ormai da quasi cinquanta anni.

Tornando alla festa di quest’anno, la memoria liturgica dei Santi comincerà con il Triduo a essi dedicato compreso tra giovedì 26 e sabato 28, alle ore 18. La festa raggiungerà il suo culmine domenica 29 settembre con la Messa Solenne alle ore 10; alle ore 16 dopo i Vespri si svolgerà la tradizionale processione in occasione della quale, assieme all’arca dei Santi, sarà presente la locale Confraternita S. Martino Morte e Orazione assieme ad altre Confraternite con i loro Crocefissi. Tra le manifestazioni correlate alla festa, ricordiamo un’esposizione di foto d’epoca dei Santi oltre al tradizionale mercato di merci varie e la presenza della Pubblica Assistenza Croce d’Oro. 

Mirco Oriati

Rossana Rizzuto

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