Legionella ai Treponti

Nessuno si sarebbe aspettato di doversi preoccupare per questo problema, ed invece in due condomini della zona di Piazza Treponti è stata riscontrata la presenza di questo batterio. Per chi non ne fosse al corrente, il nome “legionella” è stato dato ad un batterio aerobico che causò nel 1976 a Filadelfia alcune decine di morti (34) per polmoniti e relative complicazioni tra i 4000 “legionari” convenuti in un hotel della metropoli per il loro congresso. Allora si attribuì la proliferazione del pericoloso batterio alla cattiva pulizia dei filtri dei condizionatori. In questi giorni invece la preoccupazione riguarda l’acqua potabile dei condomini di Via Albini 1 e di Piazza Treponti 4. Da quanto si apprende, confermatoci da Franco Massa residente in uno dei due civici, l’alimentazione idrica passa attraverso una grande vasca di accumulo da cui partono le varie utenze, compresa quella di un’attività commerciale e di un supermercato. L’ultima disinfezione nella vasca risulterebbe essere stata fatta circa tre anni fa, ma occorre tenere conto che il batterio si annida facilmente nei piccoli filtri dei rubinetti e nei tubi “datati”, quindi risalire alla vera causa della contaminazione appare impresa assi ardua anche se urgente. Dato il periodo di festività le prime segnalazioni al Municipio non hanno ancora ricevuto alcun riscontro per cui, trattandosi comunque di questione privata, l’amministrazione dei due civici ha già fatto eseguire analisi chimiche sull’acqua. Il civico 1 di via Albini è risultato in regola, mentre nel civico 4 di Piazza Treponti si è riscontrata presenza del batterio. L’allarme era scattato nei giorni di fine dicembre, quando qualche condomino aveva voluto approfondire quale fosse l’origine di disturbi bronchiali e polmonari non limitandosi a considerarli come effetto di influenza di stagione. Oggi la situazione è assai delicata per diverse famiglie, e le precauzioni suggerite rendono la vita quotidiana assai difficile. Infatti la “legionella” si diffonde non per ingestione, ma per respirazione, cioè bere l’acqua eventualmente inquinata non da alcun problema, mentre respirarne il vapore (ad esempio durante la doccia o il bagno) può favorirne il contagio e causare notevoli danni a bronchi e polmoni. Ad una temperatura di oltre cinquanta gradi centigradi il batterio muore, ma tale livello di calore può causare anche ustioni sulla pelle, quindi molti stanno preferendo l’utilizzo di acqua minerale o simili soluzioni. Neppure far scorrere molta acqua è garanzia di pulizia perché non conoscendo esattamente da dove parta o dove si annidi il batterio può rendere l’operazione inutile. Occorre quindi che esperti di ASL o altri organismi pubblici intervengano prontamente per dare sicurezza a quelle famiglie. Vi terremo al corrente degli sviluppi.

Pietro Pero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.