Via Rigola, la gente dice no alla chiusura dell’ufficio postale

Stamattina, 14 gennaio, dopo altre manifestazioni analoghe in passato, la gente di Via Rigola e della parte alta di Via San Bartolomeo del Fossato ha protestato in strada contro la minacciata chiusura dell’ufficio postale PT 40, utilissimo punto di riferimento per molti cittadini che si servono di esso per varie pratiche amministrative e finanziarie. Il nostro lettore affezionato, Roberto Panico, era presente alla manifestazione e ci ha inviato le foto tra cui quella che pubblichiamo. Informato dai cittadini, era presente anche il presidente del Municipio Centro Ovest Renato Falcidia che ha espresso la propria solidarietà ai manifestanti. Non è da oggi che le Poste Italiane hanno intrapreso un programma di forte riduzione degli sportelli, suscitando ovunque proteste anche molto vibrate. Questa politica di ottimizzazione e riduzione dei costi potrebbe essere comprensibile se l’azienda, da tempo in mano a privati quindi libera di prendere decisioni, non rappresentasse la storia del risparmio italiano e la presenza stessa dello stato nei piccoli paesi e borghi o delegazioni. Siamo a conoscenza di altre chiusure già attuate in paesini del basso Piemonte e della Liguria periferica, le cui conseguenze sono davvero pesanti ed obbligano persone di ogni età, dagli anziani e malati a mamme con bambini ecc. a fare molti chilometri in auto per le varie pratiche. Inoltre in quei centri la posta viene distribuita solo due giorni la settimana con inevitabili ulteriori disagi e ritardi. Giova ricordare che le Poste Italiane agiscono da anni come una vera e propria banca, quindi favoriscono ed incentivano il risparmio anche di piccole somme raccogliendo ogni anno cifre imponenti che vengono poi gestite dalla Cassa Depositi e Prestiti. Insomma quando si tratta di invitarci a portare i nostri soldi le Poste ci solleticano con la pubblicità suadente, ma contemporaneamente tagliano i costi e gli sportelli creando maggiori utili per gli azionisti. Forse c’è bisogno di una revisione di questi meccanismi, perché nei piccoli centri o nelle zone decentrate delle città la presenza di Poste, Carabinieri e servizi minimi comunali significa sentire lo Stato presente. Speriamo solo che la politica di abbandono delle periferie non contagi anche l’Arma, altrimenti addio Stato, concretamente.

Pietro Pero

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