In ricordo di Ezio Baglini

Sono passati sette anni da quella triste mattina che ti vidi per l’ultima volta. Era il 13 febbraio del 2013 quando fui avvisato telefonicamente che avevi avuto un malore improvviso. Mi precipitai a casa tua e sotto il portone vidi l’auto medica con accanto alcuni militi che mi sembrarono rassegnati al peggio, Feci le scale di corsa ed entrai nella tua camera. Eri lì, sdraiato nel letto, messo su un fianco, con i tuoi capelli bianchi poggiati sul cuscino. Mi avvicinai al tuo viso e, ancora una volta, vidi il tuo sorriso. Il tuo cuore non batteva più e la tua anima era volata chissà dove, ma sicuramente in un posto bellissimo. Un posto che solo gli uomini come te possono meritare.
Sono passati sette anni, ma sei rimasto nei miei pensieri, come un padre, come un fratello, come il mio più grande amico. Così sarà anche per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti, come medico, come grande storico di San Pier d’Arena o, semplicemente, come amico.
Noi del Gazzettino Sampierdarenese ti ricordiamo tutti e rimpiangiamo gli anni che hai passato con noi. Ricordiamo le tue parole, i tuoi sorrisi e il sostegno che mai ci hai fatto mancare.
Forse, se ci fossi ancora tu, tante cose non sarebbero cambiate o, forse, sarebbero cambiate in meglio.
Io ti ringrazio Ezio per tutto quello che mi hai insegnato.
Ciao Ezio. Mi manchi amico mio.

Stefano D’Oria

Un pensiero riguardo “In ricordo di Ezio Baglini

  • 13 Febbraio 2020 in 09:23
    Permalink

    Ezio Baglini viene ricordato con affetto, con stima e si parla di lui come uno che ha lasciato un’impronta perenne nella comunità in cui è vissuto.
    Noi del Gazzettino e molti altri sampierdarenesi tra cui I Cercamemoria della Biblioteca Gallino e la Compagna, siamo stati vicini a chi ci ha insegnato cose bellissime senza gelosie strane, perché aveva per obiettivo il lasciare quella comunità migliore di come l’aveva trovata.
    Spiace solamente che al momento in cui si poteva dedicargli una parte significativa della nostra “piccola città” si sia scelto diversamente, ma conoscendo un poco Ezio mi viene da pensare che la cosa non lo abbia minimamente rattristato, proprio perché quello che contava per lui non era una lapide col suo nome, ma che il suo sapere professionale e la sua passione storica restassero dopo di lui, per tutti, non per una parte sola. Grazie Ezio.
    Pietro Pero

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.