Troppe poltrone vuote per una splendida Adriana Lecouvreur

Decisamente un peccato le troppe poltrone vuote al Teatro Carlo Felice, in occasione della “prima” di Adriana Lecouvreur. Considerando che l’opera mancava dalle scene genovesi dal 1989 (sul palcoscenico dell’allora Teatro Margherita, la grande Raina Kabainvaska…), onestamente eravamo convinti di una maggiore risposta del pubblico nei confronti di questo gioiello di Francesco Cilea. Dicevamo un peccato, perchè lo spettacolo è stato di pregevolissima fattura in ogni sua componente. In un allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica (As.Li.Co.), caratterizzato da forti contrasti fra il bianco ed il nero, con una garbata rilettura della vicenda originale trasportata ai primi del ‘900 – a cura di Ivan Stefanutti, che oltre alla regia ha firmato le efficaci scene ed i bellissimi costumi – negli anni iniziali della storia del cinema, con i primi conseguenti fenomeni di divismo femminile, Adriana, nell’idea del regista, diventa così una sorta di Lyda Borelli, una delle più grandi dive del cinema muto. Musicalmente ineccepibile: dall’ottima lettura musicale di Valerio Galli, snella e vibrante ed allo stesso tempo intima e raffinata, all’altissimo profilo dei protagonisti, sia sotto il profilo vocale che interpretativo: Barbara Frittoli è stata una superba Adriana, decisamente un’interpretazione d’altri tempi… Marcelo Alvarez un credibilissimo ed esuberante Maurizio, Judit Kutasi (la perfida Principessa) e un eccellente David Cecconi nei panni di Michonnet. Tutti perfettamente all’altezza gli altri interpreti: Federico Benetti (il Principe di Bouillion), Didier Pieri (un gradevolissimo Abate), Marta Calcaterra (M.lle Jouvenet), Carlotta Vichi (M.lleDangeville), John Paul Huckle (Quinault) e Blagoj Nacoski (Poisson). L’opera sarà replicata venerdì 14, ore 20.00 – sabato 15, ore 15.00 – domenica 16. ore 15.00.

gb

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