Villa Scassi: il Pronto Soccorso contro il Coronavirus

In tempi di Coronavirus il PS dello Scassi ha dovuto rapidamente riorganizzarsi. Dalla settimana scorsa l’aspetto esterno appare quasi militarizzato. Al centro del piazzale antistante il DEA (Dipartimento di Accettazione ed Emergenza) è comparsa un’ampia tenda grigioverde da campo su cui spicca un grande emblema della Croce Rossa. All’interno è operativo sulle 24 ore un servizio di pre-triage infermieristico, vale a dire di pre-valutazione dei vari pazienti i cui sintomi potrebbero far sospettare casi di Covid-19. “Il pre-triage – spiega il dottor Alessandro Rollero, Responsabile del Pronto Soccorso – serve a discernere i casi ‘puliti’ (quelli nei quali, cioè, si può escludere una sindrome da Coronavirus, in quanto ascrivibili ad altre patologie, per esempio di tipo influenzale ordinario) dai casi in cui il sospetto di Covid-19 appare più pertinente“. Si formano quindi due gruppi di pazienti: “Entrambi vengono avviati all’interno del Pronto Soccorso per un triage più approfondito, ma in due percorsi separati: i ‘puliti’ verso le sale al piano terra del DEA [a sinistra nella foto n.d.r.], gli altri verso le sale di recente approntate nei locali prima utilizzati dal Centro Trasfusionale [a destra nella foto n.d.r.]. Entrambi i gruppi vengono quindi presi in carico dalle rispettive équipes mediche e infermieristiche “. I casi in codice rosso, i più gravi, come insulti cardiaci o traumatismi, passano invece dal normale accesso delle urgenze. Sembra che per i casi sospetti di Covid-19 la direzione sanitaria dell’Asl 3 e la direzione medica del nosocomio sampierdarenese abbiano già approntato anche un reparto di osservazione ad hoc, con una ventina di posti letto (così come hanno fatto altri ospedali nel Ponente metropolitano, soprattutto quello di Sestri, dove sono disponibili un centinaio di posti letto). I casi sospetti di Covid-19 sono quelli in cui si registrino crisi respiratorie o stati febbrili intensi, che non regrediscono con le cure ordinarie: “In questi casi occorre rivolgersi al proprio medico curante o al 112 che valuteranno se è necessario un accesso al PS“. Il tampone viene effettuato a questi soggetti. “Altrimenti, se si tratta di sindromi influenzali comuni o semplici raffreddori, bastano le cure ordinarie prescritte dal medico di famiglia“. Naturalmente occorre seguire le prescrizioni igieniche in vigore.
Marco Bonetti

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