L’ultima campata varata oggi 28 aprile. In estate le prime auto viaggeranno sul ponte

Mentre l’Italia è stata fermata dalla emergenza causata dal coronavirus, il cantiere del nuovo ponte mantiene il passo e ostacolo dopo ostacolo, sta percorrendo l’ultima parte del percorso che porta al traguardo finale. La sfida impossibile affrontata dal team guidato dal nostro sindaco e commissario della ricostruzione, sta dunque continuando, sta per terminare positivamente ed è quasi iniziato il conto alla rovescia. A questo punto è doveroso e giusto ricordare e ringraziare quanti stanno rendendo possibile un’impresa che sembrava irrealizzabile nel nostro paese e che sono i protagonisti di questo modello indubbiamente vincente di sistema operativo. Sono loro gli uomini di buona volontà che, nel momento del bisogno, si riboccano le maniche e vivono di fatti e non di parole e faticano e lottano tenacemente in direzione contraria, nell’Italia della burocrazia, dei cantieri spesso iniziati e mai finiti, dei politici che continuano a fare politica, speculando persino sulla pandemia ed è l’unica cosa che sanno fare, non avendo mai lavorato neppure un minuto in vita loro. Anche se i lavori non sono mai stati interrotti, il Covid-19 ha fatto comunque sentire il suo impatto negativo sul cantiere e sul cronoprogramma delle attività che ha dovuto subire alcune variazioni dovute alla assenza di alcuni subappaltatori, alle mancate consegne di materiali ed alle misure anti contagio che sono state adottate per tutelare la sicurezza dei lavoratori. È stato inoltre necessario rivedere e adeguare tutta l’organizzazione delle attività con la rimodulazione dei turni e la riduzione della presenza della forza lavoro da seicentocinquanta fino ad un massimo di trecento presenze in contemporanea ed è stato sospeso il turno di notte. Dai primi di aprile nel cantiere è attivo un comitato di sorveglianza costituito da rappresentanti sindacali e tecnici di PerGenova, la società dei costruttori. È stato introdotto l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, obbligatori per tutti coloro che devono lavorare ad una distanza inferiore ai due metri dagli altri. In cantiere è stata istituita la presenza fissa di un medico e all’ingresso viene effettuata la misurazione della temperatura con il thermoscan. Sono in atto la vigilanza dei luoghi comuni, quali mense e dormitori e la sanificazione di tutti locali frequentati dal personale di cantiere. Per i lavoratori, oltre i tamponi in caso di sintomatologia da coronavirus è prevista anche la possibilità di effettuare il Covid test che consente in circa quindici minuti, di rilevare la presenza degli anticorpi nel sangue. Con l’arrivo del coronavirus nel cantiere molto è cambiato, ma è rimasto l’obiettivo di terminare i lavori, tenendo alto il ritmo ed evitando il contagio. Il 17 aprile è stata sollevata la terz’ultima campata che è quella compresa tra le pile 17 e 18, sul lato di levante. È stata l’ultima manovra effettuata utilizzando una grande gru della portata di 1200 tonnellate e la struttura aveva così raggiunto i 979 metri di lunghezza (91,8 %) in quota. Gli ultimi due vari sono stati effettuati, come per le tre campate da 100 metri, con l’utilizzo degli strand-jack e hanno riguardato la campata tra le pile 2 e 3 e quella, tra le pile 11 e 12, chiamata campata chiave, che il 28 aprile ha rappresentato il passaggio fondamentale per la chiusura ed il completamento della struttura in acciaio di 1067 metri di lunghezza.

Il varo dell’ultima campata detta “tappo” è stato portato a termine alla presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte, della ministra dei trasporti Paola De Micheli e ovviamente del presidente della regione Liguria Giovanni Toti e del sindaco di Genova Marco Bucci. Completati gli impalcati, è iniziata la seconda fase di costruzione che prevede che il ponte venga calato nella sua posizione definitiva, 25 centimetri più bassa dell’attuale, dopo di che si passerà alla posa del calcestruzzo armato, un getto con uno spessore di 21 cm che farà da base al calcestruzzo della soletta vera e propria. A questo seguiranno l’allestimento finale della piattaforma stradale e la sua asfaltatura, nonché la realizzazione di tutte le opere accessorie, il completamento di tutte le dotazioni tecnologiche e la messa in opera dei pali per l’illuminazione ed il tutto si concluderà con il collaudo dell’intera struttura. In un’area poco sopra corso Perrone è iniziata la costruzione della centrale di controllo delle numerose dotazioni tecnologiche dedicate al monitoraggio della struttura del nuovo ponte, che ne consentiranno l’efficienza e la manutenzione preventiva. A causa dell’impatto del coronavirus ci sarà comunque uno slittamento a luglio della fine dei lavori di ricostruzione del viadotto.

Nel frattempo sta procedendo l’indagine sul crollo del ponte Morandi che aveva causato la tragica morte di quarantatré persone e anche un enorme disastro economico per Genova. Si prevede la possibile chiusura dell’attività investigativa nel mese di settembre o al massimo entro la fine dell’anno, nel caso in cui la seconda parte dell’incidente probatorio ancora in corso, dovesse slittare ulteriormente a causa del virus. Per la strage del crollo del ponte Morandi sono state finora iscritte nel registro degli indagati settantaquattro persone.
Gino Dellachà

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