Il 29° Festival Musicale del Mediterraneo, contemporaneità e apertura verso l’altro

Domani, giovedì 3 settembre, si aprirà il 29° Festival Musicale del Mediterraneo, simbolo dell’arte senza confini, tra i primi in Italia e in Europa per storicità e per vastità delle proposte, che con maggior forza di sempre si propone alla città di Genova per scoprire insieme la forza creativa dell’incontro tra popoli e tornare a fare cultura dal vivo e – come negli ultimi mesi abbiamo imparato a fare con disinvoltura – in streaming, per raggiungere più persone e aprirsi a grandi pubblici.
È uno dei Festival italiani più longevi, che innova la tradizione con proposte artistiche di eccellenza aperte alle contaminazioni, alle avanguardie e al linguaggio multisensoriale. “Dopo il ragguardevole successo di pubblico ottenuto negli anni scorsi con gli approfondimenti sull’EurAfrica (2018) e l’EurAsia (2019), sarà il turno delle EurAmeriche – spiega il direttore del festival, il musicista e musicoterapeuta Davide Ferrari – per comprendere alla radice la nascita e la fortuna di filoni musicali che si sono fatti strada in tutto il mondo: jazz, rumba, tango, salsa, samba, blues, soul, folias, passacaglie, ciaccone, negritos…. La fecondità e la complessità musicale deriva, ancora una volta, dall’incontro: in questo caso tra popoli, tra flussi migratori, un vero connubio tra Europa e Americhe”. La bellezza della poesia in concerto, un miscuglio di valorizzazione dei linguaggi e di promozione delle culture dei popoli.
Undici eventi, dal 3 al 17 settembre, che avranno luogo in “quinte” di particolare suggestione come il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, l’Isola delle Chiatte, Forte Begato, il Castello d’Albertis e Villa Bombrini di Cornigliano.
Il direttore Ferrari dice che “EuroAmeriche farà godere della straordinaria bellezza e duttilità delle espressioni artistiche. Il messaggio è fortemente simbolico per le attività coinvolte, nella piena valorizzazione di tutti i soggetti in questo mosaico di concerti, dove la tematica femminile viene evidenziata in modo particolare”. Si riferisce in particolare alla nuova collaborazione, tra le tante attivate di fondamentale importanza, con il Centro Per Non Subire Violenza Onlus.
Lo spettacolo inaugurale sarà “Minimalia”, un omaggio a Philip Glass in doppio evento al Salone del Maggior Consiglio, giovedì 3 alle 19,30 e 21,00, con DEOS Danse Ensemble Opera Studio e Banda di Piazza Caricamento / WWW World Wide Women. Senza nulla voler togliere agli altri eventi e artisti, considero particolarmente suggestivi i tre eventi tra sabato 5 e domenica 6 con artisti italiani, lituani e sudamericani, per via delle ambientazioni e dei particolati momenti della giornata: “Tramonto – Crossing the American Blues” al tramonto di sabato sul prato di Forte Begato; “Alba – Soundscape, No land” all’alba di domenica sull’Isola delle Chiatte (metterò la sveglia per essere certo di arrivarci puntuale); “Tramonto – Voces del Sur” ancora a Forte Begato al tramonto di domenica.
Ultimo evento giovedì 17 settembre: “Suoni, voci ed immagini da “La Bestia, il Treno della morte”, alle 20.00 solo in streaming dall’Area Archeologica dei Giardini Luzzati; artisti provenienti da Messico, Perù, Italia, Francia racconteranno El tren de la muerte, una rete di treni merci messicani che vengono utilizzati dai migranti diretti negli Stati Uniti per attraversare più rapidamente il Messico, noti anche come La Bestia o El tren de los desconocidos.

Il programma completo del Festival con l’elenco dei numerosi sponsor e partners e le informazioni per prenotare e acquistare i biglietti, su https://www.echoart.org/; prenotazioni e contatti: info@echoart.org; direzione e organizzazione: 335 618 4611, 391 307 5874

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