Doppio appuntamento con le Giornate FAI d’autunno


A Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, è dedicata l’edizione 2020 delle Giornate FAI d’Autunno, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre. Anche quest’anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano: l’inesauribile curiosità, la voglia di cambiare il mondo e l’instancabile operosità per un futuro migliore per tutti. Ispirandosi a lei, i giovani del FAI – con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione – scenderanno in piazza per “seminare” conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor più energia e impegno, positività ed entusiasmo al periodo difficile che l’Italia sta attraversando.

Al fine di garantire la sicurezza di tutti è consigliata la prenotazione online su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. Alcune aperture richiedono la prenotazione obbligatoria. Sul sito giornatefai.it sono indicate tutte le informazioni e le modalità di partecipazione.

A Genova sono visitabili due beni:

1) Chiesa di Santa Maria in via Lata, visite sabato 17 e domenica 18 ottobre: già abbazia della famiglia Fieschi, è un ex edificio religioso che oggi ospita un laboratorio di restauro. La chiesa, costruita nel 1340 in forme romanico-gotiche, divenne il nucleo dell’insediamento dei Fieschi, che nel 1390 vi edificarono accanto un grande palazzo con giardino. A causa della fallita congiura di Gianluigi Fieschi ai danni di Andrea Doria, nel 1547 i Fieschi caddero in disgrazia e le loro proprietà sul colle di Carignano furono espropriate; il palazzo fu demolito, la chiesa fu risparmiata ma furono distrutte tutte le epigrafi e gli stemmi dei Fieschi. L’interno fu trasformato in epoca barocca; nel 1858 la chiesa, sconsacrata, divenne sede di una fabbrica di mobili, l’anno seguente fu demolito il campanile. Nel 1911 fu acquistata dalla confraternita di Sant’Antonio Abate.

2) Archivio di Stato, sabato 24 e domenica 25 ottobre; ospitato all’interno del Complesso monumentale di Sant’Ignazio nel quartiere residenziale di Carignano. Il suo scopo istituzionale è quello di provvedere alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio documentario statale in esso conservato, svolgendo inoltre promozione e divulgazione attraverso mostre, cicli di conferenze e visite guidate. Tutta la documentazione qui conservata è consultabile liberamente sia per fini di ricerca storica che per eventuali necessità di natura amministrativa o legale. Vanta anche una biblioteca con circa 25.000 volumi e periodici e ha attivo il corso biennale della Scuola d’Archivistica, Paleografia latina e Diplomatica. La visita offrirà l’opportunità di ripercorrere la storia del quartiere di Carignano, dell’importante famiglia Fieschi che vi risiedette e dell’evoluzione della struttura urbanistica della città.

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