Il panoramico borgo collinare di Granarolo, adagiato sulle alture di San Teodoro, si appresta a vivere uno dei momenti più attesi e intensi dell’anno. Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 torneranno infatti i solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Guardia, una ricorrenza che sa fondere una profonda devozione mariana con il recupero delle più genuine tradizioni storiche, musicali e gastronomiche del nostro territorio. “Questa festa patronale è il frutto del grande cuore e del lavoro instancabile di tutta la nostra comunità parrocchiale – sottolinea con gioia il parroco, Don Beppe Zaltron – Ogni anno si stringe attorno alla Madonna della Guardia per custodire e tramandare le nostre radici. Invitiamo tutti a salire quassù a Granarolo per vivere insieme due giorni di preghiera, di musica e di autentica fraternità, riscoprendo la bellezza del fare comunità”. La mobilitazione dei volontari attorno all’antica chiesa di Santa Maria Assunta trasformerà il sagrato e la storica crêuza di Salita Granarolo in un palcoscenico a cielo aperto. Un evento che, per ricchezza e partecipazione, non ha nulla da invidiare alle grandi feste patronali dell’entroterra ligure. Molti dei partecipanti raggiungeranno il borgo a bordo della storica funicolare (o meglio, trenino a cremagliera) Principe-Granarolo. L’impianto, in funzione dal 1901, viaggia ancor oggi con le sue vetture Liberty con gli interni in in legno, attrazione unica in Italia.
Il cuore delle celebrazioni spirituali si aprirà sabato 12 alle ore 16:30 con la messa prefestiva. Il momento culminante della devozione sarà tuttavia domenica 13 settembre: dopo la messa solenne delle 10:30, animata dalla corale parrocchiale, l’appuntamento più atteso è fissato per le ore 17:30 con la tradizionale e solenne Processione Mariana. Sarà presente il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa. Il corteo sacro si snoderà a partire da via Mura di Granarolo e vedrà la straordinaria partecipazione degli erculei portatori della Confraternita di San Bartolomeo delle Fabbriche. Questi ultimi leveranno al cielo i loro imponenti e artistici Crocifissi processionali, tra cui il maestoso Cristo pesante ben 120 chili.
Insieme a loro, i portatori locali reggeranno la pesante cassa devozionale della Madonna della Guardia, dal peso di 150 chili. Una grandiosa dimostrazione di fede e amore per le tradizioni che richiederà uno sforzo non da poco, specialmente lungo il tratto finale dell’erta crêuza.
Ad accompagnare i passi dei portatori ci sarà quest’anno la storica banda musicale di Cornigliano, la cui presenza darà il via al successivo concerto bandistico. Accanto ai riti religiosi, il programma folcloristico offrirà momenti di grande richiamo culturale. Sabato 12 settembre alle ore 18:00, la festa inizierà sul prato parrocchiale con un’intrigante novità per questa edizione: uno spettacolo di balli orientali accompagnato da un aperitivo all’aperto. La serata di sabato vivrà poi il suo momento più alto alle ore 21:00 all’interno della chiesa, dove risuoneranno le note del Trallalero. Il concerto di questo antico e straordinario canto polifonico genovese a cappella rappresenta un tassello fondamentale per la tutela della nostra cultura orale e dialettale, una nobile tradizione popolare che merita di essere salvaguardata e trasmessa alle nuove generazioni. Sarà realizzato da una nuova formazione, Trallalero in Demôa, in parte costituita da alcune voci del Quintetto Ethnogenova che si era esibito anche l’anno scorso. “Il Gruppo Trallalero in Demôa, come conferma il suo nome (Demôa in genovese significa divertimento), è caratterizzato da componenti che, di volta in volta, possono cambiare, nascendo dal bisogno di sostituire il quintetto, da cui ha origine, quando questi è impossibilitato a esibirsi. E, per amor di verità, è doveroso aggiungere che il divertimento è la più autentica condizione per cui questo canto è nato e continua a svolgersi, in alternativa alla declinazione più formale di tipo concertistico”, spiega il professor Rinaldo Marti, docente di musica e musicologo, esponente di punta dell’ensémble, nel cui ambito svolge la parte canora di chitara. Al momento di andare in stampa, il resto dell’organigramma risulta essere: Alberto Sacco primmo, Leonardo Marti, contralto (contræto), Rinaldo Marti chitara, Walter Caneva e Sandro Faveto, bassi. Ancora non si sa chi sarà il controbasso.
Aldilà dei vari aspetti religiosi e artistici della Festa patronale, non mancherà, infine, l’irrinunciabile aspetto conviviale. Il gruppo cucina della parrocchia sarà attivo domenica 13 settembre a partire dalle ore 13:00 sul prato, pronto ad accogliere residenti e visitatori con le grandi specialità della tradizione: gnocchi fritti, focaccine, panini e le immancabili frittelle dolci e salate.
Un invito a riscoprire le nostre radici quassù, dove la città tocca il cielo.
Marco Bonetti