Roberto Cingolani: ministro anche un po’ sampierdarenese

Si è parlato molto, in questi giorni, del professor Roberto Cingolani, nuovo ministro dell’Ambiente (o meglio, per la Transizione ecologica, che assorbirà le competenze in materia energetica di altri ministeri e presiederà l’istituendo Comitato Interministeriale per il coordinamento delle attività concernenti la transizione ecologica). Un ministero-chiave nell’ottica del Recovery Plan. Essendo nato a Milano (nel 1961) molti media (stampa, Rete e tv) hanno ascritto Roberto Cingolani al battaglione dei ministri lombardi presenti nel nuovo governo Draghi (nove, lui compreso). In realtà Cingolani a Milano ci è solo nato e ha svolto, nel 2016, un brevissimo tratto della sua carriera scientifica.  Ha vissuto l’età giovanile in Puglia, dove la famiglia si era trasferita in ragione dell’attività del padre (professore di Fisica all’Università di Bari). È qui che è avvenuta la sua formazione universitaria: si è laureato in Fisica presso quell’Università nel 1985, dove ha conseguito anche il dottorato nel 1988, perfezionandosi nel 1990 alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1988 al 1991 è alla Società Max Planck di Stoccarda col premio Nobel per la fisica Klaus von Klitzing. Dal 1991 al 1999 è ricercatore e poi professore associato di Fisica generale presso il Dipartimento di scienza dei materiali dell’Università del Salento. Dal 1997 al 2000 è ‘professore in visita’ presso l’Università di Tokyo e presso la Virginia Commonwealth University. Dal 2000 al 2005 è professore di Fsica generale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, dove fonda e dirige il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie di Lecce.
La sua impresa scientifica (e manageriale) di gran lunga più importante – ma incredibilmente taciuta da alcuni media! – ha però avuto luogo, come tutte le persone colte sanno, a Genova, dove nel 2005 ha fondato e per quasi tre lustri diretto (sino al 2019) l’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, corrispondente nostrano del MIT statunitense, centro di ricerca avanzata d’eccellenza a livello nazionale e internazionale, le cui sedi si trovano proprio nel nostro Ponente metropolitano, in prossimità di San Pier d’Arena (e non per caso: è qui che, con l’Ansaldo, nel 1853 è nata l’industria pesante e ad alta tecnologia italiana). Infine, dal 2019 sino alla nomina a ministro, il 12 febbraio 2021, è stato ‘Chief Technology and Innovation Officer’ della società del settore Difesa e Aerospazio Leonardo (ex Finmeccanica). Che, sempre a Genova, ha un centro d’eccellenza.
Solo l’occhio indagatore del Gazzettino, però, poteva scoprire che Roberto Cingolani ha saldi legami anche con la nostra San Pier d’Arena: come mostra la foto (del 2017), è addirittura socio del Lions Club sampierdarenese. Notare il gagliardetto in primo piano sulla tavola, con il simbolo di San Pier d’Arena. Sul numero prossimamente nelle edicole il Gazzettino ha dedicato un articolo a questo lato inedito del fondatore dell’IIT.
Marco Bonetti

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