Ad un anno dalla morte di Dino Pesce, di Emilio Brignole e di Anna Poggi

Era il 26 marzo 2020 quando in redazione arrivò la notizia della morte del dottor Dino Pesce, medico conosciutissimo a San Pier d’Arena. Uomo stimato per le sue grandi capacità professionali e per la sua immensa umanità. Il dottor Pesce aveva settantaquattro anni, era stato prima medico di base di molti sampierdarenesi, con lo studio in via Cantore e sempre pronto a correre nelle case dei suoi pazienti ammalati, e poi era diventato un importante punto di riferimento dell’ospedale Villa Scassi, dove per circa un ventennio aveva ricoperto la carica di primario del reparto di Medicina. Dopo il pensionamento non aveva rinunciato alla sua missione di medico, dedicandosi soprattutto alle persone anziane, in una casa di cura di Cornigliano. Il Gazzettino Sampierdarenese lo vuole ricordare con queste parole scritte subito dopo la sua scomparsa dal nostro consulente di medicina dottor Fabrizio Gallino, prima suo allievo e poi suo collega.

“Ho saputo da poco della scomparsa del dottor Dino Pesce. In queste poche righe non voglio certo parlare del collega dal punto di vista umano e professionale: erano doti risapute di un medico conosciutissimo qui a San Pier d’Arena per la sua attività, sia come medico di base, sia per i tanti anni trascorsi nelle divisioni di medicina nell’ospedale Villa Scassi. Voglio ricordare quello che lui mi ha dato in tante circostanze: da medico curante della mia famiglia, successivamente, quando da giovane studente in medicina al quarto anno, mi accolse in reparto a Villa Scassi, insegnandomi i primi rudimenti della attività di medico che ancora oggi, a sessantadue anni metto in pratica. In questi anni dopo la pensione aveva continuato la sua attività al servizio della gente, soprattutto degli anziani. Erano soprattutto le doti umani unite ad una grande disponibilità e ad una eccezionale capacità diagnostica, che ne hanno fatto un grande medico. Voglio ricordare ancora una caratteristica che ci univa: la grande “sampdorianità” se mi è consentito il termine, che ci faceva spesso commentare di calcio, quando ci incontravamo per strada. A Dino va dunque il mio saluto e un grande ringraziamento da parte mia, ma penso anche da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo come medico e come uomo.
Fabrizio Gallino

Ora, ad un anno dalla scomparsa del dottor Dino Pesce in molti chiedono che a lui sia dedicato il padiglione 5 dell’Ospedale Villa Scassi. Si stanno raccogliendo firme per inviare una richiesta alla dirigenza dell’ASL3. Chi vuole firmare il documento di richiesta può farlo presso la redazione del Gazzettino Sampierdarenese al centro Civico G. Buranello in via Daste 8 a, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.

Il 9 aprile 2020, a pochi giorni dalla morte del dottor Dino Pesce, il Villa Scassi è stato colpito da un altro grave lutto: anche Emilio Brignole, decano dei chirurghi dell’ospedale di San Pier d’Arena e primario della struttura Gestione del Paziente Chirurgico in Pronto Soccorso, è mancato a causa del Coronavirus. Era rimasto in servizio sino all’ultimo. Poi l’improvviso insorgere del male lo ha costretto al ricovero, dapprima nella Pneumologia e, da ultimo, nella Rianimazione dello stesso ospedale in cui per quasi tutta la sua vita professionale aveva militato. Originario della zona di Chiavari, dove risiedeva, Emilio Brignole aveva sessantasette anni ed era una figura ‘storica’ dell’ospedale di San Pier d’Arena, un punto di riferimento per i colleghi chirurghi, di cui era stato coordinatore prima della nomina dell’attuale primario della Chirurgia Generale. Figura concreta e riservata, di medico all’antica, aveva alle spalle una lunga e luminosa carriera nella chirurgia, illustrata anche da prestigiose attività nel campo della docenza e della pubblicazione di studi scientifici. Nel 2018 fu tra i chirurghi in prima linea a prestare le prime cure ai feriti del crollo del Morandi.

Il 12 aprile 2020, dopo pochissimi giorni dalla morte del dottor Emilio Brignole l’ospedale Villa Scassi, da oltre un mese impegnato in una strenua battaglia contro il famigerato Coronavirus, proprio alla vigilia di Pasqua ha perso un’altra professionista sanitaria nota e molto stimata: Anna Poggi, infermiera presso il reparto Degenza Breve (per i pazienti inviati dal Pronto Soccorso). Una veterana nel suo campo: classe 1956, aveva sessantaquattro anni ed era prossima alla pensione. Si è prodigata sino all’ultimo nell’assistenza ai tanti malati di Covid-19 che continuano ad affluire alle strutture sanitarie dell’Emergenza sampierdarenese. Le cause dell’improvviso decesso, che ha gettato nello sgomento colleghi e opinione pubblica, sono ora al vaglio delle autorità sanitarie. Si sa che nella giornata di giovedì 9 aprile la donna si è sentita male dopo essere smontata dal turno di notte. La Asl ha ufficialmente fatto constare che l’infermiera era stata sottoposta a test sierologico, risultato negativo. Tuttavia, i sintomi che presentava secondo i colleghi erano riconducibili al Covid-19. Il venerdì la donna non ha preso servizio dopo il giorno di riposo e nella mattinata del giorno seguente, sabato 11 aprile, è stata ritrovata già deceduta dal figlio, nella sua casa, a Promontorio. Anna Poggi aveva iniziato a lavorare nell’ospedale di San Pier d’Arena attorno al 1980. La sorella Caterina, Caposala della Psichiatria, ricorda così il suo lungo percorso professionale: “Anna aveva fatto il corso da OSS, quindi da infermiera. Aveva prestato servizio in vari reparti: in Chirurgia plastica operatoria, in Chirurgia, in Neurologia. Da ultimo erano vari anni che svolgeva servizio presso il reparto di Degenza Breve. La sua malattia si è aggravata velocemente. Resta il rammarico di non esserle potuta restare vicino a causa delle rigide disposizioni vigenti “. La redazione del Gazzettino Sampierdarenese si unisce al dolore dei famigliari di Emilio Brignole e Anna Poggi che hanno perso la vita nella speranza di salvare altre vite.
Marco Bonetti

5 pensieri riguardo “Ad un anno dalla morte di Dino Pesce, di Emilio Brignole e di Anna Poggi

  • 9 Marzo 2021 in 19:51
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    Io conoscevo sia il dr Pesce che il dr. Brignole. Il dr Pesce era un mio coetaneo e ci conoscevamo da una vita. Quando mia madre aveva 90 anni mi consigliò che sarebbe stato opportuno farla sottoporre ad un intervento chirurgico che le permise di vivere altri 5 anni. Il dr Brignole mi operò due volte con ottimi risultati. Era una persona molto umana e poiché posteggiata spesso con la sua auto vicino a casa mia in via Fanti lo incontravo spesso ed a volte gli chiedevo qualche cinsiglio per i miei problemi di salute e lui era sempre gentile. Ho un ottimo ricordo di lui e quando ho letto della sua scomparsa ho faticato a crederci perché era ancora giovane

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  • 10 Marzo 2021 in 06:00
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    Ho lavorato tanti anni insieme a loro. Tre care persone a me ben note.
    Condivido totalmente le considerazioni suesposte. Sono ancora attonito per la loro sorte e la sua rapida evoluzione.

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  • 10 Marzo 2021 in 13:25
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    Ho passato 43 anni della mia vita in ospedale “Scassi”presso l’ufficio personale e non posso che condividere quanto altri hanno scritto del miei colleghi ed amici. Di Dino Pesce dirò che era in classe alle Franzoniane con L’amica Ada Cotella , e mia moglie ed altri cari amici e ci legava una profonda amicizia e stima………mi manca, e come quasi tutti la disponibilità.
    Di Emilio cosa dire, mi ha operato 2 volte per ernia ci vedevamo quasi tutti i giorni nella pausa pranzo, quando ancora lo spaccio era funzionante, con prese in giro insieme a Quidacciolu ed altri Chirurghi del loro Staff, che tempi……….
    Di Anna posso solo dire che è stata una cara e stimata amica e collega.
    Sergio

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  • 13 Marzo 2021 in 21:02
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    Conoscevo il dott. Dino Pesce da oltre 20 anni…Lo interpellavo ogniqualvolta si presentava in farmacia una situazione, dal punto di vista medico, complicata..Era sempre disponibile e professionalmente ineguagliabile. Lo ricordo con grande affetto…. Dott. Stefano Vittori. (FARMACIA BASSANO).

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  • 26 Marzo 2021 in 12:06
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    Non avrei mai pensato di dover ricordare un evento così triste persone che ho avuto la fortuna di conoscere quando anche io lavoravo a villa scassi eravamo giovani e pensavamo di essere immortali una preghiera per tutti dal profondo del cuore

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