Ancora vandali contro la cabina telefonica

L’ultima superstite tra gli arredi urbani in passato comunissimi, la cabina telefonica che da decenni esiste in Via Cantore davanti ai giardini dedicati ai militi della Croce D’Oro, ha subito oggi l’ennesimo sfregio. Qualcuno si è accanito contro i vetri frantumandoli, e ciò è avvenuto in pieno giorno, non in ore serali o notturne. Da quanto ci è stato riferito da persone che lavorano nei pressi tutto si è svolto probabilmente nelle primissime ore del pomeriggio (cioè verso le 14) dato che sino all’ora di pranzo la cabina era intatta. Qualcuno insinua che siano stati ragazzini appena usciti dalla vicinissima scuola media, ma non ci sono state segnalazioni di alcun tipo alle forze dell’ordine, almeno a sentire commenti di passanti. I vandalismi contro arredi urbani o altri obiettivi sono talmente frequenti da non suscitare più nemmeno lo sdegno dei cittadini, rassegnati a vivere in una società colma di frustrazioni soprattutto giovanili, ma non solo. Crediamo che a questo punto abbia ben poco senso l’esistenza di quella cabina e si debba ammetterne l’inutilità come mezzo per telefonare considerando che da tempo essa è stata declassata a sfogo per frustrati o persino a wc per bisogni impellenti. Non è certo piacevole dover arrivare a simili conclusioni, ma questo è uno degli specchi di questa società, nella quale molti giovani e giovanissimi trovano divertente fare atti di vandalismo senza alcuna strategia, solo per “puro divertimento”. Sarà l’età avanzata, ma pur sforzandoci non riusciamo a vedere alcun tipo di divertimento in tutto ciò, per cui ci permettiamo di suggerire a molti genitori che considerano queste cose come “ragazzate” e sono sempre e subito pronti ad assolvere i figli qualunque cosa combinino, di incentivare nei propri rampolli l’amore per il prossimo e la società civile magari inserendoli nelle organizzazioni di volontariato che non mancano. Se al contrario continueranno a compiacersi del fatto che i ragazzini e le ragazzine siano solamente bravi a “smanettare” un cellulare sempre più precocemente, dovranno prepararsi ad un futuro assai incerto, per non dire disastroso. Noi ormai siamo sul viale del tramonto, ma sino a quando avremo forza per esprimerci lo faremo, anche se inascoltati.

Pietro Pero

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