Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

In edicola il libretto”San Pier d’Arena e il mare”

Mag 8, 2025

Da oggi è nelle edicole e nelle librerie di San Pier d’Arena il libretto 24 della Collana San Pê d’Ænn-a. Un bellissimo piccolo libro che ci riporta indietro a tanti anni fa quando a San Pier d’Arena si andava alla spiaggia. In “San Pier d’Arena e il mare” potrete leggere dei bellissimi racconti di quello che accadeva in quei tempi e vedere delle bellissime cartoline con il mare che baciava in maniera diversa dell’attuale la nostra “piccola città”.
S.D.

Libretto bellissimo che porta la firma di Fulvio Majocco. Non poteva essere diversamente. Fulvio ci porta attraverso un cammino, leggero e armonioso, che si alimenta di racconto misto a storia e a curiosità. Ci parla di un tempo in cui la spiaggia di San Pier d’Arena era svago e ritrovo e la vita si intrecciava con il sapore del mare e la spensieratezza di tempi in cui, nonostante i problemi, si viveva con semplicità, rispetto e amore verso il prossimo.
A San Pier d’Arena l’aria sapeva di salsedine, portata dal vento che la strappava alle onde spumeggianti sulla battigia. Queste le parole che ci introducono ed immediatamente evocano in noi la voglia di continuare a leggere per estraniarci, anche solo pochi momenti, da una vita sempre più complessa e per niente semplice. Questo ventiquattresimo libretto della collana si intitola San Pê d’Ænn-a e o mâ. Forse qualcuno un po’ più anziano ricorderà che questo era anche il titolo di una canzone di Piero Parodi: come a dire che il binomio San Pier d’Arena e mare, un tempo, era fermamente presente nella mente di molti. Oggi non più. Questa è un’immagine che ormai sta sfocando sempre più nel ricordo delle persone. Perché per quelle più giovani, e neanche poi tanto, è ormai solo un ricordo letto, una curiosa scoperta in qualche sbiadita cartolina o la foto di tempi addietro, di qualche nonno o magari trovata sulla bancarella di una fiera. I tempi sono cambiati, ma resta il compito di ricordare! Proprio come fa questa collana, senza volere necessariamente richiamare momenti nostalgici, bensì esprimendo il desiderio di non voler fare dimenticare pagine di vita che appartengono a tutti, che altrimenti andrebbero smarrite tra le pieghe del tempo. Così, in tempi odierni, può apparire strano, leggere che numerose famiglie piemontesi e lombarde sceglievano di trascorrere l’estate affittando appartamenti in via Colombo e fino agli anni ’30, gruppi di bagnanti provenienti da Certosa, Rivarolo, Bolzaneto, Teglia e anche da più lontano in Val Polcevera raggiungevano San Pier d’Arena a piedi o in tram, portando con sé il pranzo al sacco. Eppure, era proprio così.
Dopo il 1905 quando fu approvato l’ampliamento del porto verso ponente, si cominciò a capire che era solo questione di tempo prima che le cose cominciassero a cambiare. Ritardi di opposti interessi economico-politici e lo scoppio della Prima Guerra mondiale, rallentarono il processo, ma negli anni Trenta del Novecento fu avviata nello specchio acqueo di San Pier d’Arena la costruzione dei cinque sporgenti. Da quel momento, come scrive Majocco, nel nome dello sviluppo industriale e portuale, la vivace e popolata spiaggia venne sacrificata insieme alle tante stazioni balneari che li erano sorte. A chiusura di questo libretto Fulvio ci propone un dialogo con la sua mamma in un pomeriggio degli anni Cinquanta. Sono parole di autentica poesia e tenerezza. Non vi vogliamo rubare nulla e vi consigliamo di leggerle a conclusione di questa lettura, quando acquisiranno ancor più significato.
Lasciateci però sognare. A San Pier d’Arena il mare c’è!
Occorrerebbe una visione più saggia e più lungimirante, occorrerebbe fare sì che anziché dare vita a progetti beceri e inutili, si realizzassero strutture urbane adeguate e la progettazione fosse pensata per riavvicinare i sampierdarenesi al loro mare, anche se al posto della spiaggia oggi si stende il bacino portuale con le sue attività.
Anche il porto è vita ed è storia che ci appartiene, parte anch’essa di una nostra storia ricca e invidiabile. Dobbiamo cercare tenacemente di ricordarlo tutti e continuare a costruire il domani per i nostri figli, tutti insieme, facendo ognuno la propria parte.

Mirco Oriati
Rossana Rizzuto

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