In un Festival ricco di proposte, tutte di altissimo spessore, ormai quasi ai titoli di coda, la vitalità e l’energia di una nuova generazione di danzatori professionisti saranno protagoniste ai Parchi di Nervi mercoledì 23 luglio alle ore 21.15, dello spettacolo del Bayerisches Junior Ballett Munchen, compagnia giovanile fondata nel 2010 da Ivan Liska come prima formazione junior della Germania, oggi ambasciatrice culturale del Land bavarese. Sedici giovani danzatori provenienti da tutto il mondo, di età compresa tra i 17 3 i 20 anni saranno impegnati in sei creazioni firmate da grandi coreografi del nostro tempo: un programma di altissimo livello tecnico e stilistico che metterà in mostra le qualità di questa giovane compagnia, dove ha mosso i primi passi professionali anche il responsabile artistico del festival Jacopo Bellussi. Uno spettacolo sfaccettato per osservare l’evoluzione del linguaggio coreografico contemporaneo nelle mani (e nei corpi) di chi ne sarà il futuro. Aprirà la serata Bach-Suite 3 di John Neumeier (1981), costruito sulla celebre Suite n. 3 in re maggiore di Bach: opera neoclassica del grande coreografo che si configura come una sequenza di soli, pas de deux e momenti d’insieme. A seguire due creazioni più visionarie: Night on Bald Mountain creata da Eric Gautier nel 2024 proprio per la compagnia bavarese, sul celebre poema sinfonico di Musorgskij Una notte sul Monte Calvo, che gioca con cinque coppie proponendo alcuni temi universali come il rapporto tra uomo e natura; quindi un altro capolavoro come Song of a Wayfarer di Jiri Kylian, (1982), uno dei suoi brani più noti sul ciclo di Lieder di Gustav Mahler (Canti di un viandante). Seguirà 3/4 Preludes di Richard Siegal (2016, creato sempre per il BJBM) è lavoro più giocoso e brillante sui Three Preludes di George Gershwin. Chiuderà la serata Devil’s Kitchen, nuovissima creazione di Marco Goecke, andata in scena a Monaco lo scorso 11 giugno, costruita per la compagnia su musiche dei Pink Floyd: un lavoro nato a stretto contatto coi giovani danzatori, tra le loro esperienze quotidiane e le riflessioni più intime, simbolicamente ambientato in una “cucina del diavolo”, luogo di intensa emotività e scoperta artistica.
gb