Riceviamo dalla nostra colalboratrice Caterina Grisanzio quella che definisce “cronaca semiseria di un contratto inesistente”. E pubblichiamo, invitando Eni Gas e Luce a tutte le precisiazioni del caso che ritengano opportuno fare con nostro impegno di pubblicarle interamente e totalmente. Ci pare evidente infatti che non abbiano responsabilità dirette o colpe e forse tutta la vicenda è un pasticcio all’italiana che conferma come occorra mettere ordine nelle ormai miriadi di proposte che l’utente riceve ogni giorno. O una truffa ideata da chissà chi.
d.f.
“Attenti alle truffe”. Questa è la frase che campeggiava in bella vista sulla busta che conteneva un contratto inesistente.
Davvero, c’era di che ridere, se la situazione non fosse stata assolutamente seria e soprattutto in odore di fregatura.
Mia sorella ha ricevuto, mentre era in ferie, un contratto che Eni Gas e Luce asseriva lei avesse sottoscritto per via telefonica: peccato che il numero di cellulare riportato non fosse il suo, nemmeno per sbaglio c’era un numero coincidente. L’indirizzo era sbagliato (Via Molpeni anziché Via Molteni) e, piccolo particolare, lei non aveva mai ricevuto la telefonata perché, appunto, il numero non era il suo.
Però, attenzione, il nome era il suo e anche il codice fiscale: esatti alla perfezione.
Inoltre nelle clausole del contratto medesimo veniva dichiarato che occorreva aspettare 15 giorni dalla data di accettazione del contratto da parte di Eni per poter recedere dal contratto stesso!
Come se fosse stata mia sorella a proporre ad Eni di cambiare gestore e la società, bontà sua, doveva anche decidere se accettare o meno.
Iniziava quindi l’odissea del contatto con il call center dedicato, al quale non rispondevano, nonostante fosse scritto che erano attivi 24/24 7 giorni su 7: ha chiamato persino alle 23, ma niente da fare.
Infine, dopo varie telefonate, finalmente si palesava una addetta che forniva un numero di fax al quale indirizzare una nota di disconoscimento del contratto.
Peccato che tale numero fosse sbagliato!
Armata di santa pazienza, e soprattutto di numero giusto, inviava il fax e per maggiore cautela anche una raccomandata con avviso di ricevimento.
Quindi cari lettori, attenti quando partite per le ferie, l’operatore è sempre in agguato e potreste cambiare gestore del gas o della luce senza neanche accorgervene!
Caterina Grisanzio
Anche se apparentemente sembra che nulla c’entrino, in realtà sono le compagnie che dovrebbero aumentare i controlli su coloro ai quali rilasciano contratti “di agenzia”. Ci sono in giro ciurme di giovanotti dalla faccia buona, per non dire altro, che per “grattare” un contrattino a qualche utente magari distratto o in buona fede sono capaci di dire che loro di cognome fanno Enel o Iren o altro ente! Chiedono di vedere le bollette dell’attuale fornitore che uno ha, le fotografano col cellulare (così acchiappano i dati sensibili) e poi procedono con contratti che mai uno si è sognato di fare. Bisogna che Enel, Iren, ecc. siano molto ma molto più rigorosi nel controllare chi va in giro spacciandosi per loro INCARICATO con tanto di cartellino, mentre, se va bene, sono solo agenti (o sub-agenti) e “lavorano” per varie aziende.
Bisogna che la gente non apra (come già più volte raccomandato anche dalle pagine del Gazzettino) o non dia seguito alle telefonate, e per nessuna ragione dia in visione le proprie bollette o altri dati. p