Il nostro Gazzettino, in questo periodo, sta diventando un punto di riferimento anti abbattimento della rampa di via Cantore per fare posto allo snodo di San Benigno a San Pier d’Arena, prossimo al casello di Genova Ovest. Di seguito, con orgoglio e convinzione, pubblichiamo uno studio che ci hanno affidato alcuni cittadini che pare siano più preparati e capaci di chi ci governa. La poliitca deve stare molto attenta ai desideri della gente, quasi tutta contraria all’abbattimento della rampa di via Cantore, in direzione Levante. Perchè si tratta di una scelta tecnica e viabile sbagliata, dannosa per San Pier d’Arena ed è grave che si prenda e si insista contro la volontà popolare che non mancherà – ci auguriamo – di manifestare il dissenso nelle elezioni prossime venture, votando magari chi è attento ai cittadini che lo rappresentano e lo eleggono. Siamo abituati, a Genova, alle scelte viabili più assurde e persino dannose al traffico ma anche irritati e stanchi di questo andazzo. A partire dalla tassa delle blu area, autentica vergogna, e che andrebbero cancellate iniziando da via Cantore, perchè quando e se si abbatterà quella rampa la delegazione diventerà un deserto e l’arteria, tra le più importanti di Genova, diventerà una strada abbandonata, desertificata. Concentrando il flusso del traffico sul nodo Wtc, via di Francia. Non ci sono parole se non quelle che, probabilmente, chi prende decisioni non conosce strade e viabilità. Forse saranno felici le lucciole che, a tutte le ore, stazionano in quelle strade e che, aumentando in maniera vertiginosa il traffico, avranno modo di fare affari copiosi pure in tempo di crisi. In questo modo, a forza di scelte sbagliate si affossa la città, come sta avvenendo. A San Pier d’Arena c’è già quella cattedrale nel deserto che è via Buranello e che ci indigna ed il degrado contro il quale la politica, nella ex Manchester genovese, non pare faccia il minmo sforzo di contrasto. Adesso la rampa, che verrà buttata giù contro la volontà del popolo sovrano, in nome di fanta progetti la cui utilità e razionalità è tutta da dimostrare. E quando e se si capirà che è stato un errore, l’ennesimo di una lunga serie, sarà troppo tardi per rimediare. Sarà impossibile. Invitiamo a leggere sotto con attenzione i nostri lettori e soprattutto chi ci governa. E’ uno studio e sono considerazioni di persone che evidantemente se ne intendono di strade e viabilità. La voce forte del nostro Gazzettino è quella delle gente comune che fa l’Italia. Che quella degli amministratori non diventi del potere e e del palazzo e si imponga come tale. Non sarebbe democrazia.
Dino Frambati
Riceviamo e pubblichiamo:
Il progetto definitivo dell’adeguamento dello snodo di San Benigno, presentato alla CDS dell’Aprile 2011, prevede la demolizione della rampa della sopraelevata di via Cantore per poter realizzare, sulla sua proiezione, un cavalcavia (ad un’unica corsia di 3,50 m) che consente la percorrenza dal casello della A7 verso la rotonda di Lungomare Canepa e quindi accedere direttamente al varco Portuale di Ponte Etiopia. Questa percorrenza, indicata come “potenziamento dell’accesso portuale”, non ha limitazioni di carico ed è quindi consentita anche per i mezzi pesanti, in alternativa al percorso attraverso l’elicoidale che rappresenta l’accesso principale al porto.
Sta di fatto che questo, chiamato “accesso potenziato”, porterà un flusso di grossi mezzi in entrata ed uscita al varco Etiopia. Quelli in entrata passeranno sopra la rotonda del WTC di Via di Francia, attraverso uno stretto cavalcavia che si innesta al centro dei flussi veloci del traffico leggero in ingresso ed in uscita dalla sopraelevata. Più nel dettaglio: sulla sinistra il flusso in entrata e sulla destra quello in uscita. Dal punto di vista della sicurezza questa soluzione di raccordo stradale non può ritenersi ottimale di per se, dovendo i mezzi lenti innestarsi sulla destra e non al centro, nonostante le velocità per tutti siano limitate. Inoltre il previsto cavalcavia attraversa in aereo la sottostante via di Francia, intensamente trafficata, e la Ferrovia; quindi, in caso di incidenti, c’è la possibilità nemmeno tanto remota, che si verifichino delle perdite di carico da parte dei mezzi pesanti con serie conseguenza sull’incolumità pubblica per chi a piedi, in auto, nei bus od in treno si trovasse a transitarvi al di sotto.
Tali pregiudiziali decadono se si considerasse il solo traffico leggero, ma in tal caso c’è da chiedersi: “ perché abbattere la rampa di via Cantore dal momento che si può realizzare una deviazione dell’attuale rampa di accesso alla sopraelevata (che non viene demolita) in corrispondenza della rotonda del WTC di Francia?” D’altra parte i flussi di auto verso lungomare Canepa per chi proviene dalla A7 o da via Cantore, sono molto limitati e non incidono significativamente sul flusso di auto che accede alla sopraelevata: ciò che avviene appunto con la viabilità esistente.
In definitiva se per motivi di sicurezza si impedisce il flusso dei mezzi pesanti sulla prevista percorrenza A7 – Lungomare Canepa, non ha più ragione l’abbattimento della rampa di Via Cantore bastando, se necessità impone di risolvere l’interferenza con la viabilità a progetto, raccordare la rampa esistente di accesso alla sopraelevata con un cavalcavia, dislocato di poco rispetto a quello in progetto e con uno sviluppo modestissimo. Per maggiori ragguagli ed una migliore descrizione si rimanda alle illustrazioni allegate. Sorge tuttavia un dubbio: i problemi sulla sicurezza qui sopra brevemente accennati non possono non essere noti ai progettisti; troppo evidenti. Quindi è lecito domandarsi: “non sarà che la demolizione della rampa di via Cantore é necessaria per poter realizzare il collegamento dei mezzi pesanti da A7 a lungomare Canepa per la sola durata del cantiere e poi successivamente declassata alle sole auto ? Senz’altro ci saranno dei problemi nell’ assicurare ai mezzi pesanti l’accesso al porto e quindi questa soluzione può essere utile, soprattutto quando APG inizierà i lavori che interesseranno lo snodo della viabilità portuale. Se così fosse il previsto collegamento A7-Lungomare Canepa a beneficio dei mezzi pesanti diretti al varco Etiopia sarebbe probabilmente temporaneo, da considerarsi come un mero costo di cantierizzazione , cui però non farà seguito il ripristino della rampa di via Cantore, una volta terminati i lavori (un costo che tout court ricade in termini di disservizio sui residenti di Sampierdarena senza alcuna misura compensativa).
Si precisa che le presenti osservazioni riguardano esclusivamente il problema dell’abbattimento della rampa di Via Cantore. Pertanto non riguardano la validità del progetto in generale, tantomeno le ricadute dello stesso sul traffico cittadino: il non averne fatto menzione non significa assolutamente una tacita approvazione da parte del sottoscritto.
Ing. Roberto Giunciuglio
……………………….grazie Ing. Roberto Giunciuglio!