Sabato mattina al Santuario della Guardia: per fare il punto, fare memoria e ripartire nella sfida al Covid

Saliranno anche l’Arcivescovo di Genova Marco Tasca, il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti e Marco Bucci, Sindaco di Genova, al Santuario della Madonna della Guardia, per celebrare tutti gli operatori sanitari, in una giornata che va ad intercettare un’esigenza profonda, quella di respirare. Atto fondamentale della vita, il respirare non è solo la possibilità di inalare aria, azione difficile per molti pazienti Covid che hanno dovuto ottenere l’ossigeno con i respiratori, ma anche percepire la sua freschezza in una bella giornata di sole; l’aria aperta, quella fuori dalle corsie degli ospedali dove il personale sanitario ha vissuto gran parte dell’emergenza. Aria finalmente pura, senza odori chimici di sostanze detergenti. Un’esigenza, questa giornata fuori porta che riporta anche alla buona pratica degli antichi pellegrinaggi in luoghi dello spirito, così comuni fino a pochi anni fa, che nasce con tre scopi: per fare il punto della situazione oggi, di quanto il Covid abbia cambiato e stravolto le nostre esistenze; fare memoria, ovvero ricordare lo sforzo collettivo e soprattutto sanitario per debellarlo, e la ripartenza verso un futuro che si intrepreta come sfidante. Una giornata per ricaricare le batterie, fermarsi a “smell the flowers” come dicono gli inglesi, cioè darsi un tempo lento e interiore fuori dalla caotica vita lavorativa, e soprattutto una giornata da dedicare a quei medici, infermieri, barellieri, amministrativi, operatori telefonici, oss, volontari, Croci che ne hanno dedicate tante delle loro ai pazienti. In sintesi, un grazie da parte della popolazione e un momento di riflessione che suona come un abbraccio corale. A ideare questo momento così importante, che ricorda il lunghissimo applauso dalle finestre delle case di Genova nel momento più difficile del lockdown, è stata Raffaella Renzoni, Architetto e Ambasciatrice onoraria di Genova nel Mondo, che insieme al marito Medico Luigi Rubino, hanno lasciato le loro rispettive professioni per dedicarsi completamente all’aiuto in ospedale. Luigi Rubino ha sospeso il suo impegno nel proprio studio odontoiatrico per prestare le sue conoscenze mediche in corsia, in quella prima linea nell’Ospedale Covid di Sestri Levante ASL4, mentre Raffaella Renzoni è diventata volontaria della protezione civile in ASL3. “Un’esigenza che è partita dalla nostra esperienza. Ed è vero, va a intercettare questo bisogno profondo di essere a contatto con l’aria e con il verde della natura, con il bello dell’arte e della poesia, insomma tutto quello che il Covid ci ha sottratto per mesi” dice Raffaella Renzoni ricordando che “è stato bello anche parlarne con il missionario Matteo Moretti con il quale abbiamo concepito questo momento di svago e di conforto ma anche di riflessione e di preghiera profonda per tutti coloro che ci hanno lasciato. Direi un momento di riconoscimento e riconoscenza collettiva di un periodo che ci ha tutti altamente impattati e dal quale ne stiamo faticosamente uscendo grazie allo sforzo encomiabile di tutti”. “Spero che questa iniziativa possa diventare nazionale, e dare l’avvio a questa giornata di aria fresca in tutta Italia”- ha concluso Renzoni. Tutta la popolazione è invitata a partecipare a godere di una giornata di spiritualità e natura, ma anche di ringraziamento e incontro degli operatori sanitari e delle loro famiglie. Il programma è molto ricco e prevede tutta la giornata al santuario, con pranzo al sacco alle ore 13. Alle ore 11 Il Rettore Monsignor Marco Granara e i Sindaci della Valle accoglieranno gli intervenuti, con una visita al Santuario alla quale seguirà vino e focaccia. Alle 15 un concerto d’organo e canto lirico potrà essere seguito anche all’esterno del Santuario grazie a una speciale amplificazione. Alle 17 la messa presieduta dal Rettore Granara, di ricordo delle vittime del Covid e alle 18.30 gli interventi dell’Arcivescovo di Genova, Marco Tasca e Alfredo Maiolese, Presidente della lega dei musulmani europei in un dialogo e preghiera comune e interreligiosa anche con la comunità ebraica.

La giornata è stata salutata anche dal cantante Al Bano che ha voluto sentirsi vicino in questa giornata, pubblicando un video in cui sottolinea l’impegno dei tanti operatori nella lotta contro questo “maledetto Covid“. La partecipazione così sentita in questa occasione ha radici molto lontane che legano il cantante pugliese al dottor Rubino e alla sua famiglia. Infatti il padre, il dottor Franco Rubino, dirigeva a Brindisi un istituto sanitario che si occupava della cura alla tubercolosi che, allora, imperversava come oggi il Covid; nel centro era presente anche un preventorio, che ospitava i piccoli figli dei malati per evitare la diffusione del contagio. Siamo negli anni Sessanta e il cantante Al Bano, che stava per sposare Romina, era già famoso e si offrì per realizzare nel refettorio dell’Istituto, un concerto dedicato a questi bambini interamente a sue spese, dimostrando come si possa essere solidali, in tanti modi, nell’affrontare la malattia. è lo stesso spirito che ha guidato il dottor Rubino, oggi, nella coraggiosa scelta di mettere da parte la professione per dedicarsi interamente all’aiuto in ospedale come volontario in questo momento così difficile.

Una giornata d’aria fresca su Facebook, per vedere anche il messaggio inviato da Al Bano.

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