Gazzettino Sampierdarenese

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“È il momento di dire basta”: comunicato stampa di Michele Colnaghi, presidente del Municipio II Centro Ovest

Gen 28, 2025

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa firmato dal presidente del Municipio Centro Ovest, Michele Colnaghi.

Ci siamo sentiti dire che “i cittadini i disagi se li devono digerire”. Mai avremmo immaginato che i fondi pubblici del PNRR venissero destinati a una funivia che non prevede fermate nel quartiere che attraversa. Mai avremmo pensato che le risorse ottenute con difficoltà per il risanamento di un quartiere in affanno venissero dirottate per finanziare, dall’altra parte della città, un parcheggio a corredo di un progetto miliardario. Mai avremmo creduto possibile che trenta milioni di euro, derivanti dal tragico crollo del Ponte Morandi, venissero destinati a un privato per ricollocare e ingrandire la propria attività. Eppure è successo. L’ostinazione nel portare avanti un progetto evidentemente sbagliato dimostra la mancanza di attenzione verso il rischio del blocco delle attività portuali e della sicurezza di un intero quartiere. Incredibile è poi l’insistenza con la quale si concentrano i centri di accoglienza sempre negli stessi quartieri, senza un piano adeguato e senza rafforzare i servizi necessari alla loro gestione, causando inevitabili disagi alla popolazione. È il momento di dire basta.
Basta con questo approccio verticistico, con decisioni prese da pochi in stanze chiuse, seguite da false narrazioni e distribuzioni di “caramelle” verso chi subisce i danni. Serve un cambio radicale: ai grandi progetti e visioni bisogna affiancare l’attenzione alle reali necessità locali e al benessere diffuso. Le infrastrutture effettivamente utili devono essere realizzate, ma con il massimo riguardo per chi vive i territori. In questi anni, i municipi lo hanno dimostrato: nonostante il depotenziamento e la scarsità di risorse umane, economiche e decisionali, hanno continuato a lottare contro il degrado, rappresentando l’unico baluardo per i cittadini, l’unico punto di ascolto. E si sono dimostrati costruttori di proposte e antagonisti delle servitù imposte. Nel Centro Ovest, abbiamo sperimentato questo lavoro anche in coordinamento con la Val Polcevera, condividendo battaglie difficili contro pesantissime servitù. E solo così ci siamo fatti catalizzatori delle necessità dei cittadini e luogo di rielaborazione progettuale delle richieste dei comitati. E anche dal centrodestra, ora, emergono le contraddizioni: Sestri Ponente con Fincantieri, la Val Bisagno con lo Skymetro e la minaccia di abbattere, addirittura, una scuola, e il centro storico che torna a livelli di insicurezza pre-1992. I municipi si sono dimostrati strategici e hanno confermato un approccio policentrico e partecipativo, alternativo al centralismo di Bucci e del centrodestra. È sempre più evidente e necessario che l’impostazione del prossimo programma di governo del Comune debba partire da un approccio popolare, partendo dai problemi reali e concreti dei cittadini e dei quartieri: decoro, vivibilità, sicurezza, pulizia e manutenzioni. Serve una riscossa democratica e partecipativa, coordinata e trainata dai municipi. Una rinascita che non metta comitati e territori l’uno contro l’altro, ma che li unisca con risposte e progetti nati dentro le istituzioni e realizzati proprio attraverso il dialogo istituzionale.
Noi, nei nostri territori, facciamo così! Ora vogliamo essere ascoltati e protagonisti. Un modello per tutti, moltiplicato per nove municipi e per tutta la città.
Abbiamo vissuto stagioni difficili. Stagioni in cui è emersa una volontà politica chiara: concentrare risorse e attenzione su pochi progetti, interessi e aree, abbandonando intere parti della città al loro destino. Territori troppo spesso considerati marginali e “periferici”, devastati da cantieri e servitù senza alcun riguardo per chi li abita, vive e lavora. Ci siamo sentiti dire che “i cittadini i disagi se li devono digerire”. Mai avremmo immaginato che i fondi pubblici del PNRR venissero destinati a una funivia che non prevede fermate nel quartiere che attraversa. Mai avremmo pensato che le risorse ottenute con difficoltà per il risanamento di un quartiere in affanno venissero dirottate per finanziare, dall’altra parte della città, un parcheggio a corredo di un progetto miliardario. Mai avremmo creduto possibile che trenta milioni di euro, derivanti dal tragico crollo del Ponte Morandi, venissero destinati a un privato per ricollocare e ingrandire la propria attività. Eppure è successo. L’ostinazione nel portare avanti un progetto evidentemente sbagliato dimostra la mancanza di attenzione verso il rischio del blocco delle attività portuali e della sicurezza di un intero quartiere. Incredibile è poi l’insistenza con la quale si concentrano i centri di accoglienza sempre negli stessi quartieri, senza un piano adeguato e senza rafforzare i servizi necessari alla loro gestione, causando inevitabili disagi alla popolazione. È il momento di dire basta.
Basta con questo approccio verticistico, con decisioni prese da pochi in stanze chiuse, seguite da false narrazioni e distribuzioni di “caramelle” verso chi subisce i danni. Serve un cambio radicale: ai grandi progetti e visioni bisogna affiancare l’attenzione alle reali necessità locali e al benessere diffuso. Le infrastrutture effettivamente utili devono essere realizzate, ma con il massimo riguardo per chi vive i territori. In questi anni, i municipi lo hanno dimostrato: nonostante il depotenziamento e la scarsità di risorse umane, economiche e decisionali, hanno continuato a lottare contro il degrado, rappresentando l’unico baluardo per i cittadini, l’unico punto di ascolto. E si sono dimostrati costruttori di proposte e antagonisti delle servitù imposte. Nel Centro Ovest, abbiamo sperimentato questo lavoro anche in coordinamento con la Val Polcevera, condividendo battaglie difficili contro pesantissime servitù. E solo così ci siamo fatti catalizzatori delle necessità dei cittadini e luogo di rielaborazione progettuale delle richieste dei comitati. E anche dal centrodestra, ora, emergono le contraddizioni: Sestri Ponente con Fincantieri, la Val Bisagno con lo Skymetro e la minaccia di abbattere, addirittura, una scuola, e il centro storico che torna a livelli di insicurezza pre-1992.
I municipi si sono dimostrati strategici e hanno confermato un approccio policentrico e partecipativo, alternativo al centralismo di Bucci e del centrodestra. È sempre più evidente e necessario che l’impostazione del prossimo programma di governo del Comune debba partire da un approccio popolare, partendo dai problemi reali e concreti dei cittadini e dei quartieri: decoro, vivibilità, sicurezza, pulizia e manutenzioni. Serve una riscossa democratica e partecipativa, coordinata e trainata dai municipi. Una rinascita che non metta comitati e territori l’uno contro l’altro, ma che li unisca con risposte e progetti nati dentro le istituzioni e realizzati proprio attraverso il dialogo istituzionale. Noi, nei nostri territori, facciamo così! Ora vogliamo essere ascoltati e protagonisti. Un modello per tutti, moltiplicato per nove municipi e per tutta la città.

Michele Colnaghi
Presidente Municipio II Centro Ovest

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