La annunciata chiusura dello storico negozio di vestiti e tessuti di Giglio Bagnara a Sestri Ponente mi ha fatto ripensare a una pratica creditizia in voga anni fa. Quella che si chiamava la “biscia”. Chi voleva comprarsi un cappotto caldo per non soffrire i rigori dell’inverno o un bel vestito magari per sposarsi ricorreva, se le finanze non erano troppo floride, a questa pratica. Il negoziante aveva il suo fiduciario, la cosiddetta “pittima” che doveva in qualche modo fare da garante e da esattore. Si andava in negozio, si acquistava il vestito e poi ogni mese il fiduciario passava a riscuotere la rata. Niente di scritto, niente cambiali, solo tutto sulla fiducia. La “biscia” esprime il concetto di un debito lungo da estinguere ma fu un sistema efficace e molto praticato, quando tra persone “misce” ma oneste bastava per stringere un accordo una stretta di mano.
Giancarlo Paparella