Gazzettino Sampierdarenese

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Multedo: serata dedicata all’Arte nella chiesa di Monte Oliveto

Giu 4, 2026

Un altro evento imperdibile (il settimo) è in programma per domani, venerdì 5 giugno alle ore 21:00, nell’ambito di Genova delle Arti. La rassegna culturale, sotto la direzione artistica dell’attore e scrittore Pino Petruzzelli, farà tappa a Multedo, nel Municipio VII Ponente, nella chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto. Una prima assoluta all’insegna dell’incontro, del dialogo e dell’emozione che si sprigiona naturalmente davanti a un’opera d’arte straordinaria come la Pala della Deposizione di Cristo di Pier Francesco Sacchi. All’emozione si unirà lo stupore nello scoprire che alcuni capolavori di questo artista, nato a Pavia verso la fine del Quattrocento, sono custoditi in prestigiosi musei internazionali come il Louvre di Parigi e la Gemäldegalerie di Berlino. La Pala, datata dagli studiosi intorno al 1527 e considerata unanimemente un capolavoro, sarà raccontata per l’occasione da Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura del Comune di Genova e noto storico dell’arte – nonché ‘storico’ coordinatore scientifico dei Rolli Days, da poco insigniti delle tre stelle Michelin -, che illustrerà al pubblico l’artista e il significato dell’opera.

Pier Francesco Sacchi – commenta Giacomo Montanari – è un artista fondamentale per Genova: appare sulla scena allo scoccare del XVI secolo, nel 1501, e personifica la dimensione italiana della preziosità materica fiamminga, il gusto del naturalismo violento e mimetico circolante nella Lombardia già stregata da Leonardo e – da sempre – con lo sguardo rivolto verso il nord dell’Europa. Per i genovesi è una rivelazione: le committenze fioccano per questo artista pavese, tanto che al netto di ciò che è ancora visibile e rimasto sul territorio (Santa Maria di Castello, Museo di Sant’Agostino, Monteoliveto a Multedo, il Convento di Levanto, il Museo Diocesano e la Chiesa di San Siro a Nervi) molte sono le partenze di pale straordinarie da Genova verso i principali musei d’Europa. Una, su tutti, la fantasmagorica tavola, oggi al Louvre, raffigurante i Quattro Dottori della Chiesa, firmata e datata 1516 e proveniente da San Giovanni di Pré. Dieci anni dopo, nell’aprile del 1527, eccolo eseguire la grande deposizione di Monteoliveto, a Multedo. Nello sfarfallare degli angeli che accompagnano l’Eterno nel registro alto e divino dell’opera, la croce serve da spartiacque tra la tragedia della morte di Cristo e l’apoteosi della sua futura resurrezione. Uno sfondo ch’è tutto fiammingo, turrito, antiquario, fa da sfondo alle figure concrete e dolenti che guardano, indicano e impongono a chi guarda di fermarsi e contemplare quel corpo abbandonato. Eppure, non si può rimaner con gli occhi fissi: ci si perde, felicemente, alla ricerca delle storie che il pennello intreccia sulla tavola monumentale. L’unguento di Giovanni d’Arimatea, ultima, estrema, carezza a un corpo che più non sente chiude, a destra, la composizione di un’opera superba e clamorosa, che dovrebbe far ancora oggi parlare di sé e che – invece – come Sacchi, antico pendolare su un’attualissima linea Milano-Genova, è rimasta troppo ai margini della nostra storia dell’arte“.

Grazie alla collaborazione con la Fondazione Teatro Carlo Felice, sarà possibile assistere a un’esibizione di un ensemble d’archi di valore, composto da Angelica Pierri e Barbara Pinna (violini), Laura Safadi (viola) e Valentina Cangero (violoncello). Il gruppo eseguirà l’Andante con moto dal Quartetto per archi n. 14 in re minore D 810 La morte e la fanciulla di Franz Schubert, insieme all’Adagio per archi del compositore statunitense Samuel Barber.

Per la parte letteraria, ispirata dalla suggestiva location e dal tema dell’opera, Pino Petruzzelli ha scelto estratti di autori come Fabrizio De André, originario di Pegli, e il poeta Mario Luzi, di cui verrà letto un passo tratto da La Passione. Inoltre, il direttore artistico della rassegna, accompagnato dalla giovane attrice Carolina Shadi Osloobi, proporrà una lettura di un testo scritto da Petruzzelli stesso che riflette sul ruolo centrale dell’arte nelle nostre vite. A seguire, sarà presentata una breve e gustosa dedica a un’eccellenza locale apprezzata a livello globale: il basilico.

Prima dell’inizio dell’evento, a partire dalle ore 20:00, i partecipanti avranno l’opportunità di visitare l’Oratorio dei Santi Nazario e Celso di Multedo, dove si trovano i magnifici affreschi recentemente restaurati di Lazzaro Tavarone.

La rassegna Genova delle Arti prevede altri tre appuntamenti: venerdì 12 giugno a Nervi, venerdì 19 giugno ad Albaro e domenica 21 giugno a Coronata. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e non richiedono prenotazione.

Per ulteriori informazioni: visitgenoa.it/it/genova-delle-arti-2026 e teatroipotesi.it

Marco Bonetti

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