La Fanciulla conquista Pisa

La sera del 10 dicembre 1910, il pubblico del Metropolitan Opera House di New York, accolse con un vero e proprio trionfo la prima rappresentazione de La Fanciulla del West di Giacomo Puccini: quarantasette chiamate e tra il secondo ed il terzo atto, il compositore lucchese fu cinto da una corona d’argento adorna dei colori nazionali dell’Italia e degli Stati Uniti. Senza essere arrivati a tali livelli, vogliamo segnalare il grande successo ottenuto da quest’opera andata in scena al Teatro Verdi di Pisa, accolta al termine da prolungati e calorosi applausi. Merito di uno spettacolo pregevolissimo, abilmente confezionato in ogni sua componente, dove la maestria di Ivan Stefanutti –  curatore di regia, scene, costumi e proiezioni –  ha sapientemente creato l’ambiente western della vicenda, supportato da appropriate ed efficaci proiezioni, perfettamente rispettose della vicenda. Musicalmente ineccepibile con la vibrante direzione d’orchestra di James Meena e l’ottima prova dei numerosi protagonisti, tra i quali spiccavano Kristin Sampson, una delicata quanto temperamentale Minnie, Mikheil Sheshaberidze, il bandito innamorato Dick Johnson, e Enrico Marrucci, il cattivo di turno Rance. Oltre l’ottima prova del Coro del Festival Puccini, diretto da Elena Pierini, doverosa la menzione degli altri interpreti, tutti perfettamente all’altezza: Gianluca Bocchino (Nick), Alessandro Abis (Ashby), Giovanni Guagliardo (Sonora), Andrea Schifaudo (Trin), Pedro Carrillo (Sid), Alessio Verna (Bello), Marco Voleri (Harry), Tiziano Barontini (Joe), Giuseppe Esposito (Happy), Federico Cavarzan (Larkens/Billy Jackrabbit), Sabina Cacioppo (Wowkle), Carlo Di Cristoforo (Jacke Wallace), Ricardo Crampton (Josè Castro) e Antonio Della Santa (un postiglione).

gb

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