Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Un’entusiasmante Andrea Chénier fra romanticismo e rivoluzione

Feb 25, 2019

Capolavoro di realismo storico, autentica fucina di melodie indimenticabili, dove l’Autore previlegia il sinfonismo romantico, piuttosto che il wagnerismo, opera di intensa cantabilità, senza un reale momento di tregua, “Andrea Chénier” di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, è andata in scena al Teatro Municipale di Piacenza, ottenendo entusiastici consensi dal numerosissimo pubblico presente in sala. In una intelligente coproduzione fra il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Regio di Parma, in collaborazione con Opéra de Toulon, abbiamo assistito ad uno spettacolo, a nostro avviso, ottimamente confezionato in ogni sua componente: dalla intelligente e rispettosa regia curata da Nicola Berloffa, alle appropriate e sicuramente d’effetto scene di Justin Arienti, agli eleganti costumi firmati da Edoardo Russo. Musicalmente di enorme spessore ha visto nei principali interpreti l’autentica punta di diamante: Martin Muehle è stato uno Chènier intenso, eroico ed appassionato, così come Claudio Sgura, ottimo nel delineare il tormentato personaggio di Gérard. Di elevatissima caratura la prova di Saioa Hernandez, nel ruolo di Maddalena e sicuramente pienamente all’altezza tutti gli altri componenti la locandina, con una menzione speciale per Antonella Colaianni nel toccante ruolo di Madelon. Una autorevole direzione a cura di Aldo Sisillo alla testa dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini” e l’ottima prova dell’Associazione Coro Lirico Terre Verdiane – Fondazione Teatro Comunale di Modena, suggellavano uno spettacolo decisamente da ricordare.

gb

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