La questione è annosa e si ripropone spesso e volentieri, soprattutto nella stagione estiva quando le conseguenze dell’improvvisa chiusura del servizio idrico da parte dei gestori si trasformano immediatamente in un problema con implicazioni sociali. Ci viene segnalata ancora una volta da lettori del Gazzettino Sampierdarenese l’interruzione senza alcun preavviso dell’erogazione dell’acqua verso uno stabile con molti appartamenti. La dinamica dei fatti è sempre la stessa: l’amministratore ritarda nel pagare fatture per vari motivi, primo tra tutti la sempre crescente difficoltà per chi esercita questo mestiere ad incassare da condomini morosi le rate dell’amministrazione ordinaria, che comprendono ovviamente anche la quota dovuta per l’acqua. Il fenomeno sta diventando sempre più frequente e non spetta certo all’amministratore anticipare di tasca sua quanto dovuto al gestore. Se poi capita che a questo problema si aggiungano anche casi di mala gestione da parte di alcuni professionisti ecco che il “quadretto” diventa pesante. Sta di fatto che, per un motivo o per l’altro, i fornitori si tutelano quasi sempre nel modo più drastico: l’improvvisa cessazione dell’erogazione dell’acqua. Ecco quindi che nello stesso condominio possono convivere adempienti ed inadempienti, ma a rimetterci dal taglio delle forniture sono spesso coloro che fanno fronte ai loro impegni. Se poi vi sono bimbi, anziani e/o invalidi che sono le fasce più deboli, ecco che la “giusta” misura da parte del fornitore rischia di trasformarsi in grave danno per qualcuno. Ci si chiede dunque se tutto questo possa succedere e passare sotto silenzio. Le proteste che noi del Gazzettino Sampierdarenese riceviamo sono serie e concrete, non inutili allarmismi quindi è nostro compito farcene cassa di risonanza, sperando che qualcuno affronti queste situazioni.
Pietro Pero