Se verrà confermata la notizia che gira in queste ore, per cui slitterà l’ordinanza in base alla quale le auto e le moto “vecchie” non potranno più circolare dall’1 febbraio prossimo a Genova, avrà vinto il buon senso, almeno per ora. Città tra le meno inquinate d’Italia è quella dove verrebbe messo in atto un qualcosa di assurdo e sbagliato per mantenere termini usabili come in nessuna altra località. C’è da domandarsi come persone che governano, intelligenti, abbiano potuto partorire un’idea del genere. E’ conclamato che non sono le auto gli elementi più inquinanti e le 20-30 mila auto e moto che forzatamente non potrebbero più essere usate dai genovesi varrebbero zero sul piano dell’aria pulita. Lo abbiamo scritto ieri su questo sito, appoggiando un’iniziativa di Rosso e Balleari; lo ribadiamo oggi. L’ordinanza colpirebbe i più poveri e chi ha auto più vecchie (ma non abbiamo un Giunta di sinistra storicamente e tradizionalmente per i più deboli?), sarebbe un danno per l’economia genovese senza risolvere i problemi, aggiungendo come il servizio pubblico nella nostra città sia pessimo e quindi non possa certo supplire all’uso dell’auto privata. Da quando è uscita la notizia ho avuto molti utenti, lettori ed amici che mi hanno sollecitato a scrivere in maniera fortemente negativa di questo dickat di Tursi. Lo faccio volentieri e se andate a leggere i commenti al nostro pezzo di ieri dei lettori, capirete che c’è necessità di ribellarsi a questo assurdo blocco delle auto e delle moto in una città che vive sul movimento della gente. Ho dedicato al tema un editoriale video di Telegenova che potete trovare sul mio sito (dinoframbati.com) andando su pagine. Invito maggioranza ed opposizione a bloccare una delle decisioni più sbagliate del Governo di Genova che annovera persone di buona volontà ma, ahimè, non pare molto efficace almeno nei fatti. Oggi critico con grande determinazione chi sta sbagliando e molto avendo assunto questa decisione. Come credo forse fui l’unico giornalista, “illo tempore”, a complimentarmi con l’asssessore al Traffico Dagnino quando non rinnovò le blu area in corso Italia al tempo del sole e dell’estate, bloccandone una corsia su due. Prova di grande buon senso scrissi e lei, molto gentilmente mi ringraziò. Oggi, con la stessa schiettezza ed onestà morale, dico che stavolta la decisione è sbagliata, assurda ed inutile. Soltanto penalizzante. Mi auguro che l’assessore, persona intelligente e che stimo, rifletta bene sulla decisione, dalle buone intenzioni ecologiche ma solo teorica mentre è disastrosa sul piano pratico. Confermi di essere diversa dagli assesori al Traffico non proprio brillanti, che la città ha avuto in passato. Pronti, su queste pagine, ad un confronto civile e democratico ma anche deciso e determinato come implica il dovere di chi crede nelle proprie idee e ha argomenti per dimostrarlo.
Dino Frambati