San Pier d’Arena, Genova, Italia nell’editoriale del direttore, oggi

Dal quartiere al Paese e dai massimi sistemi ai minimi. Dagli eventi globali e nazionali a quelli della vivibilità e quotidianità, che incidono poi più degli altri nella vita di ogni giorno per ciascuno di noi. E tra questi il blocco delle auto vecchie a Genova per presunta iniziativa anti inquinamento. Un assurdo ed una limitazione tanto penalizzante quanto inutile, della quale abbiamo fatto già cenno nei giorni scorsi. Una sorta di delirio ambientalista cui concorderemmo se fosse davvero ecologista, mentre non risolve nulla. Un esempio di iniziativa pubblica sbagliata come poche e per la quale si creeranno solo disagi. I mezzi che dovranno restare bloccati incidono quasi nulla o in maniera risibile nell’inquinamento della nostra città, mentre appiedarne i possessori significa creargli uno stress ed una fatica di spostamento in città per lavorare, assistere i genitori anziani, essere liberi di muoversi come da Costituzione, che sarà persino più deleteria dello smog. Nuocerà maggiormente alla loro salute che i (pochi) inquinanti genovesi e comunque rendiamoci conto che all’epoca delle caverne l’aria era pulita ma magari si viveva peggio di adesso per altri motivi e la società non era certo longeva come la nostra. A Genova c’è il mare ed un vento che spazza in maniera persino violenta l’aria e se uno possiede un’auto o una moto tanto vecchia, significa pure che la muove poco. Insomma, c’è da chiedersi se chi amministra questa città ci vive o sta da un’altra parte; se fa parte del nostro pianeta o di quale. Di decisioni assurde e sbagliate i nostri governanti a tutti i livelli ne prendono ogni giorno e tante, ma raramente ne ho vista una tanto incredibile. Amici vigili urbani mi riferiscono di anziani che portano il libretto di circolazione dell’auto nelle varie sezioni e chiedono disperati se potranno circolare o no anche perché non capiscono la normativa e sui libretti non è indicato il numero Euro. La normativa, ammesso si abbia in mano e nel caso si riesca a capire, consta di sei pagine dall’euro zero al 5. Comprensibile quindi che ci sia in atto una sorta di rivolta popolare ed io stesso ho avuto visite, telefonate o mail di amici, conoscenti e miei lettori che si sono detti arrabbiati e sbigottiti ed hanno pure usato termini che non posso riferire. Per cui, altro che far slittare questo blocco inutile! Occorre stracciarlo e creare una città invece più verde, riparare, per quanto si può, all’oscena cementificazione che si è fatta negli anni, indurre le case automobilistiche ad abbassare i prezzi delle auto che ora sono altissimi, e soprattutto organizzare un sistema di servizio di trasporto pubblico che a Genova ed in Italia non esistono. E che non si improvvisa in un attimo; ci vogliono tanti soldi e molto tempo. Noi stiamo peggio di altri con le aziende pubbliche di trasporto quasi in fallimento e con un servizio che è pessimo. A Milano esiste una metropolitana velocissima e comoda. A Torino c’è un parcheggio sotterraneo che copre l’intero centro e ti permette di lasciare l’auto e raggiungere esattamente il posto dove devi recarti con comodità. E – badate – costa meno che a Genova. Dove, invece, cosa fanno i nostri eccellenti governati? Bloccano le auto “vecchie” ma peraltro ben funzionanti e revisionate come da legge, lasciando a piedi evidentemente chi non può permettersi di acquistarne una più nuova. Una bella valenza sociale! In tutte le località dove sono stati introdotti blocchi anche importanti del traffico, dalla Lombardia alla Campania, hanno fallito e sono stati aboliti. Da considerare poi che questo periodo invernale è stato forse unico quanto a scarsa piovosità e clima mite ed umido. Fatti palesi davanti a tutti ma non a chi, purtroppo, decide di noi a Genova. E se nessuno pare d’accordo all’ordinanza in questione, imporla è un dickat. Mercoledì prossimo, quando ci sarà la commissione comunale, si abbia il buon senso di stracciarla. Un errore ammesso come tale fa onore a chi lo ha fatto. Male Genova, male l’Europa. Avrebbe dovuto far diventare il vecchio continente primo nel mondo, invece lo spettacolo è triste e contrario alle attese. E’ l’Europa dei burocrati, dei tecnici teorici e delle regole che funzionano altrove, non qua. Questione di latitudine, usi e costumi.
In tutto ciò scusate lo sconforto: i mediocri e i politici di mestiere sono arrivati al al vertice di una società globale che ha demolito ciò che hanno fatto con merito, sagacia, saggezza e tenacia i nostri padri lavorando con inventiva e passione. Mai nella storia recente c’è stata tanta confusione come ora e poca chiarezza (vedansi banche, ad esempio). Abbiamo l’incubo terrorismo come mai è avvenuto, quasi un conflitto tra etnie e popoli, emigrazioni di massa, guerre che interessano vastissime zone. E quanto al benessere…beh, lascio dire a voi, cari lettori.
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com
precedenti editoriali:
https://www.stedo.ge.it/?p=20323 (Burocrazia che ruba la vita)
https://www.stedo.ge.it/?p=20265 (Buon 2016)
https://www.stedo.ge.it/?p=20220 (E’ Natale)
https://www.stedo.ge.it/?p=20191 (Gesù Bambino)
https://www.stedo.ge.it/?p=20162 (Banche ed Europa)
https://www.stedo.ge.it/?p=20109 (L’Italia vera)
https://www.stedo.ge.it/?p=20007 (La Fortuna)
https://www.stedo.ge.it/?p=19981 (La violenza sulle donne)
https://www.stedo.ge.it/?p=19885 (Allons Enfants)
https://www.stedo.ge.it/?p=19472 (Cellulari e caminetto)
https://www.stedo.ge.it/?p=19662 (In crociera con i bimbi)
https://www.stedo.ge.it/?p=19229 (Il Giusti poeta e giornalista)
https://www.stedo.ge.it/?p=18935 (Fate l’amore non la guerra)
https://www.stedo.ge.it/?p=18856 (Mondo meglio di apparenza)
https://www.stedo.ge.it/?p=18630 (Brescello, Italia che piace)
https://www.stedo.ge.it/?p=16511 (Peppone e Don Camillo)

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