Dopo la giornata di ieri, venerdì 1 luglio, che ha visto molti sampierdarenesi scendere in piazza a San Pier d’Arena per la difesa della legalità contro il degrado, pubblichiamo, in anteprima, sul Gazzettino Sampierdarenese online, un articolo di Marilena Vanni che sarà pubblicato sul nostro mensile in uscita nelle edicole il 10 luglio.
Al termine della manifestazione del 6 maggio scorso le associazioni e i comitati promotori sono stati chiari. Questa storia dei finti circoli culturali che tengono in scacco un intero quartiere deve finire. C’è chi vive ogni fine settimana sulla propria pelle il problema, chi invece riesce ancora a dormire sonni tranquilli. Tuttavia la cittadinanza è unita e determinata. Quello che si vede a San Pier d’Arena non attiene al divertimento.Non è “movida”. Consumo smodato di alcool, forse anche di stupefacenti, notti che non finiscono mai, gruppi di persone che escono barcollanti dai locali alle 8 del mattino, incrociandosi con chi va a fare jogging o si reca al lavoro. Risse che si scatenano per futili motivi, magari solo per un’occhiata di troppo. Il fenomeno si allarga perchè aprire un circolo privato è relativamente facile e veloce. In fondo basta prendere in affitto un locale, contattare un ente di affiliazione nazionale fra quelli riconosciuti dal Ministero dell’Interno, chiedere l’autorizzazione alla Questura e se l’ente ha la benedizione del Ministero dell’Interno il gioco è fatto. A quel punto interviene il Comune al cui sportello SUAP (sportello unico attività produttive) occorre presentare una SCIA, acronimo di segnalazione certificata di inizio attività. Questo passaggio consente di fare somministrazione di bevande, anche alcoliche. A quel punto si può partire con l’attività. Ad occhio e croce è più complicato rinnovare un documento d’identità! Proprio per questa ragione il fenomeno sta aumentando in maniera esponenziale. Lo scorso gennaio è uscito dal Comune di Genova un regolamento contenente regole precise che limitano gli orari di attività di somministrazione di bevande alcoliche e di diffusione della musica. Per l’ordinanza sindacale che fa applicare il regolamento si è dovuto attendere il 19 aprile. Nel frattempo Officine Sampierdarenesi e altre associazioni del territorio avevano pensato alla manifestazione del 6 maggio proprio per ribadire che la chiave di volta sta nei controlli puntuali. Il regolamento prevede che la musica termini a mezzanotte, che non venga più somministrato alcol dopo l’una di notte, ad eccezione del venerdì e del sabato, quando si può bere fino alle due. Ogni locale deve inoltre esporre gli orari di apertura e chiusura. Ci si aspettava una serie di controlli a tappeto ma purtroppo non è stato così; perciò per segnalare che poco è cambiato dopo la manifestazione e anche per fare il punto sulle grandi opere infrastrutturali che toccheranno San Pier d’Arena una delegazione di rappresentanti delle associazioni e dei comitati sampierdarenesi ha incontrato il sindaco Marco Doria lo scorso 6 giugno. Alla riunione ha partecipato tutta la Giunta e il Presidente del Municipio Centro Ovest Franco Marenco. Dalle prime parole del Presidente di Officine Sampierdarenesi è emerso che che al Commissariato di Cornigliano e San Pier d’Arena non era ancora giunta un’informativa precisa sull’ordinanza; soprattutto è stato chiesto che i controlli siano frequenti e puntuali. Il sindaco si è impegnato a parlarne con il Prefetto, l’Assessore alla Legalità Elena Fiorini ha rassicurato i cittadini sostenendo che i controlli vengono fatti regolarmente, con frequenza giornaliera. Si tratta di interventi interforze ai quali collaborano Forze dell’Ordine, Polizia Municipale, Siae, funzionari dell’Ispettorato del Lavoro. Le conseguenze delle verifiche: trentanove persone denunciate e, a due mesi dalla ordinanza, cinque i locali che sarebbero prossimi alla notifica del provvedimento di sospensione attività, in quanto hanno collezionato tre sanzioni ciascuno. Cinquantuno le sanzioni contestate in pochi giorni. Una richiesta arrivata dai cittadini sampierdarenesi riuniti in associazioni e comitati presenti all’incontro riguarda la proposta di reintrodurre il divieto di consumare alcol nelle strade e nelle piazze, in particolare nelle piazze Masnata, Montano, Barabino e Settembrini. L’obiettivo è scoraggiare l’abitudine al bivacco nelle strade o sulle panchine, fonte notevole di degrado e minaccia per la vivibilità del quartiere.
L’incontro col Sindaco è proseguito spostando l’attenzione sulle opere infrastrutturali che trasformeranno San Pier d’Arena in un immenso cantiere per un lungo periodo. Opere necessarie e utili a tutta la città, ma le cui conseguenze negative potrebbero ricadere solo su un solo quartiere. A proposito della trasformazione di lungomare Canepa in una superstrada nell’ambito della riorganizzazione del cosiddetto nodo di San Benigno, i cittadini hanno fatto presente che finchè non ci sarà un collegamento tra le strade che corrono lungo le sponde del Polcevera e la strada a mare, i mezzi pesanti continueranno a percorrere via Avio e via Molteni. Per contro invece San Pier d’Arena potrebbe rischiare la desertificazione perchè si tenderebbe a bypassarla. Questa è la più grande preoccupazione dei commercianti. Non solo: nei progetti è previsto l’abbattimento della rampa che da via Cantore permette di raggiungere la sopraelevata. In sostituzione è quasi pronto un ingresso qualche centinaio di metri più avanti, in zona Terminal Traghetti. Senza voler fare grigie previsioni, molti pensano che in quel punto si formerà quotidanamente un ingorgone. A questi dubbi il vice sindaco Bernini ha risposto ribadendo che l’abbattimento della rampa è necessario perchè in quel punto sorgerà un pilone che reggerà una strada di collegamento tra l’autostrada e il porto. Perfetto…ma pare che per ora sia tutto fermo. Si rischia così di obbligare i sampierdarenesi a rinunciare ad un servizio senza alcun motivo. A proposito invece del passaggio dei mezzi pesanti in città, la proposta dei cittadini sarebbe di utilizzare la sopraelevata portuale. Su questo lo stesso Doria si è preso l’incarico di parlarne con la dirigenza del porto.
Altra infrastruttura, altre servitù. Sono in corso i lavori relativi alla riorganizzazione del nodo ferroviario il cui obiettivo è dividere i traffici e consentire l’attuazione di una metropolitana leggera di superficie sulle direttrici val Polcevera e Ponente-Levante cittadino. Per ora anche qui solo disagi per San Pier d’Arena, a cominciare dai problemi causati dal cantiere collocato al Campasso. Bernini ha ribadito che come contropartita si provvederà all’allargamento di via della Pietra, strada di collegamento tra il quartiere e la zona di Brin-Certosa.
Una lunga chiacchierata, quella fra una rappresentanza di associazioni e il Sindaco con la Giunta, che però ha soddisfatto poco i cittadini. I soggetti promotori della manifestazione di maggio stanno infatti lavorando ad altre e ancora più significative manifestazioni e inizitive propositive per difendere la qualità della vita nel loro quartiere.
Marilena Vanni