Gazzettino Sampierdarenese

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Il picchio di Donizetti

Lug 6, 2016

unnamed (4)“Quando ho nella testa della musica buffa – affermava Gaetano Donizetti –  sento un picchio molesto nella parte sinistra della fronte; quando è musica seria, sento la stessa molestia dalla parte destra”. Ed è proprio accusando tale disagio che, in una notte dell’estate napoletana del 1835, il compositore bergamasco, congedandosi dalla moglie e dagli ospiti (il tenore Duprez ed il baritono Cosselli), si ritirò nella propria stanza, chiedendo lume, carta, penna e calamaio. Dopo mezz’ora uscì e consegnò al Duprez  la cabaletta finale della neonata Lucia di Lammermoor, esemplare storia di un amore travolgente e tragicamente avversato, messa in musica in trentasei giorni. La stesura del libretto fu affidata a Salvatore Cammarano che si rifece fedelmente al dramma “The Bride of Lammermoor” di Walter Scott. Considerato il capolavoro di Donizetti, nel campo delle opere serie, Lucia di Lammermoor, è giustamente considerata una delle migliori opere romantiche del periodo preverdiano e vide la sua prima rappresentazione il 26 settembre 1835 al Teatro San Carlo di Napoli. Questa pietra miliare assoluta del melodramma, andrà in scena a Savona, nella splendida cornice della Fortezza del Priamàr, giovedì 14 e sabato 16 luglio alle ore 21.15. La direzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, sarà affidata al Maestro Sebastiano Rolli, che avrà a disposizione un interessantissimo cast: Simone Alberghini (Enrico), Gilda Fiume (Lucia), Matteo De Sole (Edgardo), Marco Ciaponi (Arturo), Enrico Iori (Raimondo), Elena Traversi (Alisa) e Raffaele Feo (Normanno). La regia firmata da Henning Brockhaus, sarà ripresa da Valentina Escobar.

gb 

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