Un quarto di secolo al servizio dell’informazione genovese, venticinque anni passati a raccontate le “cose” di Genova, ma prossima a spegnersi. Giorni contati per la redazione di Telecity che la proprietà, la famiglia Tacchino, ha deciso di chiudere. Un azzeramento della struttura, deciso nell’ambito di una ristrutturazione “lacrime e sangue” che prevede sessantanove esuberi su un organico di centodieci lavoratori del gruppo divisi tra Genova, appunto, Lombardia e Piemonte. Al momento la trattativa con le parti sindacali è in corso, nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo. Telecity Genova è una realtà sampierdarenese, un’azienda sampierdarenese perchè, da oltre vent’anni, ha sede nel comprensorio dei Gemelli a San Benigno. Voce sampierdarenese, senz’altro, unica, insieme al Gazzettino Sampierdarenese, nella costante ricerca di riequilibrare in questi anni un’informzione non sempre “informata” per quanto riguarda il nostro territorio. In questo momento a rischiare il posto sono gli otto dipendenti tra giornalisti, tecnici e personale impiegatizio. Allo stato attuale le due edizioni del telegionale, e la striscia quotidiana di informazuione e commento, vanno regolarmente in onda grazie allo sforzo dei lavoratori della sede che non hanno ricevuto il pagamento della tredicesima e, al momento, hanno percepito lo stipendio decurtato del 50%.
Un’altra voce dell’informazione libera rischia di spegnersi per sempre: il grido di allarme di Telecity Genova