Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Dubbi elettorali

Set 3, 2022

Purtroppo o per fortuna ci stiamo avvicinando a grandi passi e grandi parole alle elezioni politiche del 25 settembre ed è inevitabile che nelle chiacchiere e nelle conversazioni quotidiane che si fanno tra parenti, amici e conoscenti entri anche questo argomento. Vi entra soprattutto per discutere e confrontarsi sui rispettivi orientamenti politici, sulle speranze e i timori per i futuri destini della nazione e della società italiana, ma recentemente mi è capitato di constatare che c’è un po’ di confusione su alcuni aspetti pratici del gioco elettorale e sul senso del periodo pre-elettorale che stiamo vivendo.

Un’amica – non genovese – si presenta candidata per un partito nel collegio proporzionale del Senato in cui vive e risiede; parlando di questo fatto con conoscenti comuni mi sono accorto che molti non sanno che non si possono esprimere voti di preferenza. Dopo aver messo la tradizionale crocetta sul simbolo della lista che si vuole votare NON si può scrivere accanto il nome del candidato preferito perché le liste dei candidati sono bloccate, ovvero se quel partito conquisterà il diritto in quel collegio ad eleggere un candidato, verrà eletto il primo della lista; se avrà diritto ad eleggerne due verranno eletti il primo e il secondo, e così via. Anche se il terzo candidato della lista avesse migliaia di amici e sostenitori che votassero per quel partito soltanto per la ragione che c’è lui, a beneficiare di questi suoi “followers” sarebbero il primo e il secondo candidato prima di lui.
Credo – mi riprometto di verificarlo, ma non l’ho ancora fatto – che l’elettore che dopo aver barrato il simbolo del partito prescelto scrivesse sulla scheda accanto al simbolo il nome del suo candidato preferito rischierebbe di farsi annullare il voto.

Pochi giorni fa una amica – anch’essa non genovese, e artista (quindi, forse, poco abituata a occuparsi delle minuzie materiali dell quotidianità perché vola alta nei Cieli dell’Arte) non riusciva a capacitarsi che quelle imminenti siano elezioni anticipate. Non si era accorta che la scadenza naturale della legislatura sarebbe stata la primavera dell’anno prossimo ed era piuttosto convinta che tutti noi cittadini italiani avessimo vissuto gli ultimi anni defraudati del sacrosanto diritto di votare per il rinnovo del Parlamento, diritto che secondo lei avremmo dovuto esercitare già molto tempo fa. Quando le ho fatto notare che le ultime elezioni politiche si erano tenute soltanto quattro anni fa, nel 2018, e la Legge prevede che si debbano tenere ogni cinque anni, quindi votando adesso siamo in anticipo, mi è sembrata sinceramente stupita.

Un’altra occasione che (purtroppo) ho avuto per stupirmi della confusione presente nelle menti di noi poveri cittadini elettori è stata una domanda che mi è stata rivolta: “ma se il governo Draghi si è dimesso, perché lui compare ancora in televisione come Presidente del Consiglio, e i ministri fanno ancora i ministri?”.
Mi sono permesso di far presente a quella persona che per il funzionamento di una nazione un governo è sempre indispensabile, quindi un governo dimissionario rimane in carica “per il disbrigo degli affari correnti” fino all’insediamento del governo successivo. Quindi Draghi è e rimarrà Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana sino al giorno in cui un nuovo governo formato secondo quelli che saranno i risultati delle elezioni del 25 settembre presterà giuramento ed entrerà in servizio. Ciò avverrà presumibilmente in ottobre, e fino ad allora Draghi sarà il capo del governo italiano.

Non so se e quante altre incertezze, quanti dubbi, quante convinzioni sbagliate e/o sciocche alberghino nelle menti, nei pensieri e nelle parole dei milioni di cittadini italiani chiamati a votare tra tre settimane. Includendo tra quelle menti anche la mia, ovviamente. Ho ancora tre settimane di tempo per scoprire le mie eventuali convinzioni errate e correggerle, confidando nell’aiuto delle persone con cui parlerò di questi argomenti prima di andare a mettere le mie due schede nelle urne del seggio elettorale.

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