Il Ponente ligure inizia a San Pier d’Arena, ma da un punto di vista culturale va ben oltre il confine di Ventimiglia. Lo dimostra U Giacuré, Premio di poesia intemelia , giunto in questo 2025 alla sua trentottesima edizione. Il suo scopo è valorizzare la composita letteratura espressa dalle tante anime cultural liguri di cui si sostanzia una regione storica, quella intemelia, ricca di tradizioni, che ha riflessi transregionali e transnazionali. Infatti l’area linguistica intemelia, così denominata dalle tribù di antichi Liguri che già in epoca proto-storica avevano il loro centro sinecistico principale nell’antica Albium Intimilium (città degli Intemeli, odierna Ventimiglia), si estende non solo nella Liguria dell’estremo Ponente, ma anche in alcune aree contermini del Basso Piemonte cuneese, della Francia di Costa Azzurra e Nizzardo e nel Principato di Monaco. Nel minuscolo quanto potente Stato rivierasco, come i nostri lettori ben sanno, la parlata ligure locale ha addirittura dignità di lingua nazionale accanto al francese, lingua ufficiale. Le varietà intemelie sono: l’intemelio, parlato da Ventimiglia a Taggia e nelle relative aree d’entroterra, il monegasco, il mentonasco (variante di transizione tra idiomi liguri e occitani), il roiasco in Val Roia e il brigasco, variante del roiasco parlata nella Terra brigasca.
Il Premio, istituito a Ventimiglia dalla professoressa Marisa Amalberti De Vincenti nel 1988 in memoria del marito Giacomo Amalberti, dalla trentaseiesima edizione è tornato nella sua città d’origine, dove ogni anno è organizzato, con il patrocinio del Comune e di altri organismi locali, dalla quasi centenaria Cumpagnia d’i Ventemigliusi, presieduta da Marco Scullino, in sinergia con A Cria, presieduta dalla valente poetessa Maria Pia Viale. A Cria è la dinamica associazione culturale di Vallebona, grazioso borgo dell’entroterra di Bordighera dove per dieci anni il concorso si è tenuto ‘in trasferta’.
Il 38° Premio U Giacuré ha laureato vincitrice Alina Gastaudo. La sua toccante poesia Cunchiglie – A mia so (Conchiglie – A mia sorella), composta nella parlata di Rocchetta Nervina, ha stregato giuria e pubblico. Il secondo premio è andato ex aequo a Cesare Piombo per la poesia Due parole, ghera, paixe nel dialetto di Dolceacqua e a Enrico Allavena per la poesia Semènsa nel dialetto di Pigna. Il terzo posto se l’è guadagnato Mauro Maccario con la poesia I tenpi da parpajora nel dialetto di Soldano.
La partecipata cerimonia di premiazione, tenutasi presso l’Auditorium della chiesa di Sant’Agostino di Ventimiglia il 7 giugno, è stata intervallata da sapidi interventi corali intemeli e in genovese dell’ensémble Cheli de Campurussu, diretto da Marlisa Sismondini. Premi speciali hanno gratificato altre poesie, recitate nella loro parlata (e poi in italiano) da autori e autrici, tutte apprezzate: Premio Famiglia Adriana Oxilia ad Andreina Muratore per U Paise (dialetto di Ventimiglia); Premio Alzani Editore – Omaggio alla Natura a Stefano Albertieri per Fusbal (dialetto di Vallebona); Premio Comune di Vallebona a Graziella Colombini per Regordi (dialetto del Vallone di Latte); Premio di A Cria di Vallebona a Marco Cassini per Scursa (dialetto di Apricale); Premio Agosto Medievale a Jacqueline Masi-Lanteri per R’urtima Semiya (brigasco, variante di Realdo); Premio Civiltà Contadina Mario e Maddalena de Funtane a Giovanni Soleri per L’arau (dialetto di Vallecrosia); Premio Circolo della Castagnola a Sbrindeli de veci giurnali di Gaspare Caramello (dialetto di Ventimiglia); Premio Cumpagnia d’i Ventemigliusi a Giovanni (Ivano) Lanteri per A Nouturaa (brigasco, variante di Verdeggia); Premio speciale Marisa Amalberti a Pierina Giauna per Tache (dialetto di Ventimiglia); Premio Centro di Cultura Dialettale, nella sezione traduzioni, a Dario Canavese per la traduzione in dialetto ventemigliusu di un brano del libro IV dell’Eneide di Virgilio nella versione italiana di Annibal Caro.
Ha suscitato particolare commozione la commemorazione di Luigino Maccario e Pierina Giauna. Erano presenti i giurati Graziella Baduino, Matteo Lupi, Gianni Rebaudo, Alberto e Marilisa Sismondini, il presidente della Consulta Ligure Giorgio Oddone, il vicesindaco di Ventimiglia Marco Agosta e vari rappresentanti delle tante associazioni del territorio.
È stata un’occasione, anche per i foresti, di godersi questo caleidoscopio letterario ligure dalle radici antichissime che, tuttavia, sa declinarsi anche in temi di sorprendente attualità. Un esempio di vitalità culturale, sottolineato da tutti gli oratori e, in particolare, da Giorgio Oddone, Marco Scullino e Maria Pia Viale, attivi nella Consulta Ligure, associazione che confedera numerose associazioni di cultura ligure, impegnata in un intenso programma di iniziative volte a promuovere le parlate liguri anche in collaborazione con Wikipedia. Sia Pia Viale, sia Marco Scullino, grandi amici del nostro Gazzettino, hanno voluto ricordare, nella loro prolusione, anche la particolare attenzione della nostra testata a queste manifestazioni identitarie di cultura ligure.
Marco Bonetti