All’età veneranda di 17 anni e tre mesi ci ha lasciato Pilli, il carlino nero più noto del Centro-Ovest di Genova, nato in Ungheria il primo maggio 2008, ma sampierdarenese d’adozione: giunse a sette mesi nel negozio per animali Hot Dog di via Cantore (che non c’è più, come, purtroppo, i suoi gestori Patrizia Miserere e Alessio Iovino). Qui conobbe i suoi futuri ‘partners umani’. La foto sopra lo ritrae nel 2009, a un anno e tre mesi. Un’icona che spopolò su Internet (Picasa): oltre 200.000 visualizzazioni. Era anche finita a pubblicizzare una linea di prodotti per cani.
“Dopo una vita lunga e intensa, che ci ha riempito di gioia – raccontano Silvia e Marco – Pilli si è addormentato per sempre il 3 agosto 2025 all’età di 17 anni e tre mesi. Pensiamo, senza tema di smentita, che fosse il carlino nero più vecchio d’Italia“. E forse non solo.
A scorrere le cronache internettiane, per limitarci all’Italia, troviamo il caso di un carlino nero della Versilia, Teo, definito “dei record” per essere stato portato al mare all’età di 15 anni. “E’ un fatto straordinario che cani di questa razza, in genere di salute piuttosto delicata, superino i quindici anni. Pilli da fine maggio al 3 giugno di quest’anno, a 17 anni e un mese, era venuto con noi in gita a Bordighera, Vallebona, Ventimiglia, Mentone, nel Principato di Monaco e a Nizza e dintorni, insieme all’inseparabile figlio Artù. E, all’età di 17 anni e due mesi, dal 20 giugno al 5 luglio, all’estremo Sud della Sardegna, sino a Carloforte, nonostante il caldo torrido – spiegano Marco e Silvia – Anche da vecchio era sempre tonico. L’ultima pappa l’ha fatta un’ora e un quarto prima della crisi sincopale fatale. Nell’ultimo anno Pilli aveva superato un centinaio di crisi che apparivano di tipo epilettico, di qualche istante, ma poi si ‘resettava’ e tornava come prima. Certo, negli ultimi tre mesi non era più energico come una volta, negli spostamenti lunghi ci seguiva in un carrellino blu, che avevamo ribattezzato ‘papa-mobile’. Ma non è stato mai inappetente. Nella sua lunga vita non ha mai visto il bisturi. Aveva solo due acciacchi inevitabili: la cataratta e la sordità. Ma le analisi cliniche di luglio erano perfette”.
Come mostrano le molte, belle foto dell’album di famiglia, Pilli non aveva paura di niente e nessuno. Aveva un carattere gioviale, autorevole, calmo e assertivo. Aveva il potere di ammansire o ‘sottomettere’ con il gioco tanto cucciolotti quanto cani molto più grossi e potenzialmente pericolosi, come il suo caro amico dobermann Lucifero.
Pilli è stato un cagnino dalla tempra eccezionale: “Insieme abbiamo vissuto tante avventure nella Natura: era un carlino atipico, instancabile camminatore, in grado di correre a lungo. Anche sulla neve. Insieme abbiamo fatto tante escursioni, anche di 17 chilometri, sui monti liguri come sulle Dolomiti, in Corsica, al Col de Bavella, come in Sicilia, sull’Etna. Siamo per esempio saliti con lui alla Baiarda da Acquasanta per l’erta via ‘direttissima’. E anche in cima allo Stromboli, partendo dal livello del mare (900 metri di dislivello)“.
Quest’ultima impresa Pilli l’affrontò a tre anni, nel novembre 2011, con l’inseparabile compagna di vita Atomina (Mina), carlina nera mignon (pesava quattro chili, meno della metà di lui), allora di sei mesi, appena giunta in famiglia. Quello alle Eolie fu, anzi, il loro ‘viaggio di nozze’. Mina rimase in quelle dimensioni lillipuziane per tutta la vita (è scomparsa nel marzo 2024 a 12 anni e 10 mesi). Per questa peculiarità (oltreché per la bellezza) suscitò nel 2013 l’interesse della rivista nazionale specializzata Il mio cane, che le dedicò un articolo (come fece anche il nostro Gazzettino Sampierdarenese). A novembre di quello stesso anno diede a Pilli due bei cuccioli, entrambi neri: Artù, dalla caratteristica fiammata bianca sul petto e Perla-Maya (mancata nel 2024 a dieci anni e mezzo).
Ma le prodezze amatorie di Pilli non finiscono qui: “Nel 2014 si accoppiò con altre tre belle carline. E generò altri 15 cuccioli. I geni di Pilli sono sparsi per il mondo. A La Spezia ci sono quattro suoi figli neri: due maschi e due femmine. A Bargagli erano nate tre femmine chiare (che hanno preso vie disparate, tra Torino e la Russia). A Bolzaneto, degli otto cuccioli nati, purtroppo ne sopravvisse uno solo, Lucky. In totale i figli e le figlie viventi di Pilli nel 2024, prima che mancasse Perla-Maya, risultavano 10 (su 18 nati)“.
La storia di Pilli, ricca di episodi salienti, potrebbe continuare a lungo. Una curiosità (fors’anche il segreto della sua estrema longevità): “Nella sua vita Pilli ha mangiato chili e chili di frutta. Dove abitiamo, sulle alture, a bordo strada si trovano ancora alberi da frutto: fichi, pruni, ciliegi, viti, albicocchi, gelsi. Durante le nostre passeggiate non mancava mai qualche frutto da cogliere. Pilli era goloso persino di verdura!“
Un’ultima considerazione? “Pilli è stato un cagnino libero e felice. Come eravamo noi. È stato anche un cane fortunato. E siamo stati fortunati noi ad averlo così a lungo come compagno di vita. Ci rimane ora il dono più grande, suo e di Atomina: Artù“.
Marco Bonetti
Pilli è stato fortunato e con lui i suoi partners umani. L’amore dato e ricambiato gli ha probabilmente allungato la vita, e magari ha scoperto istintivamente anche una dieta molto salutare per i carlini. Riposa in pace, Pilli, e corri libero e felice ovunque tu sia