L’editoriale del sabato è il fondo del direttore sul Gaz in edicola : “Tu chiamale se vuoi elezioni”, aspettando la Liguria che verrà

Ho scritto come fondo sul cartaceo in edicola:
“La vittoria del centro-destra in Liguria è forse il dato nazionale più rilevante di questa pur parziale tornata elettorale, con Campania e relativa situazione. Certo, se la sinistra fosse stata unita, vinceva. Ma si sarebbe trattato di un’intesa elettorale perché, in Liguria come nel resto d’Italia, in effetti le anime della sinistra sembrano essere due: quella renziana, laburista che acchiappa voti al centro ma ne perde appunto a sinistra. E quella che ha radici nella tradizione politica di questa parte, operaista, delle grandi battaglie sociali. Da tempo conflittuali e, viste all’esterno e con la freddezza che si impone ad un commento che voglia restare equidistante, in effetti hanno diversità notevoli su temi qualificanti ed argomenti essenziali come le regole del lavoro ed altro. A destra c’è ideologicamente maggiore identità di vedute ma a dividere sono personalismi spigolosi e voglia di prevalere più che differenze di pensiero. Anche Alfano e Salvini, che fanno scintille ogni volta che si incontrano o scontrano, non sono poi così distanti ideologicamente. Vero che in Liguria, dove viviamo, la sinistra non ha eccelso nel governo; ha fatto poco per il territorio, pasticciato nelle emergenze (vedi alluvioni), considerando forse la zona feudo inossidabile. Atteggiamento supponente e di preminenza assodata che in politica finisce con il punire. Ora, nei fatti, si vedrà Toti, il non ligure mandato da Berlusconi, cosa riuscirà a fare nel momento difficile ed in terra complessa e martoriata dalla crisi, con scarse infrastrutture ed imprenditoria che l’ha votato in buona parte, pigra ed in attesa di grazia ricevuta da Roma. Poco propensa al rischio anche se miliardaria. Circa la Lega ha linguaggio semplice e popolare più che politico in un momento in cui occorre parlare di temi reali e gli avversari l’hanno combattuta più su slogan del razzismo che altro. Fortissimi i 5 Stelle che, insieme alla bassissima affluenza ai seggi, interpretano il rigetto verso partiti, giochi e giochetti antichi sulla testa delle gente”.
Dopo una settimana dalla tornata elettorale, una marea di dibattiti e disquisizioni sul voto, non cambio idea sulla questione generale. In questo sito abbiamo analizzato anche il voto nella nostra San Pier d’Arena con interviste a Lega e presidente Centro Ovest, Marenco, targato Pd. Ora restiamo in attesa della Liguria che verrà; della Giunta che varerà il vincitore Toti e su come si muoverà in questa terra difficile. Sinceramente ormai ai miracoli o ai ribaltamenti del triste andazzo regionale e nazionale non crediamo più. La situazione è critica e se l’Italia fosse un malato sarebbe in coma. Nessuno pare, in questo momento, avere il coraggio di prendere decisioni che ribaltino uno stato di cose necrotico. Tutto è bloccato da interessi personali talvolta persino meschini, veti incrociati, da proteste egoistiche pure pesanti ogni volta che si prova a fare qualcosa a vantaggio della collettività senza guardare ad orti ed orticelli dei singoli o di singole categorie. Da sito e mensile abbiamo usato toni aspri, di forte critica e avanzato proposte. I consensi che mi sono arrivati in vario modo sono stati molti e convinti, le critiche poche. E questo perchè il nostro fare giornalismo, a differenza della maggioranza dei media, è quello di stare in mezzo alla gente e riportarne idee e uomori, basandoci sul buon senso comune del cittadino anonimo piuttosto che sulla scienza dei professori che, assorti nelle loro strampalate teorie cervellotiche, sono sempre stati avulsi dalla “banalità” della vita comune. Il risultato è un’Italia in crisi, con fabbriche, negozi, attività imprenditoriali che chiudono e licenziano. In tale situazione i consumi crollano, non gira denaro, le gente diventa povera. In Italia ce ne sono circa 9 milioni di poveri, quasi il 20% della popolazione. Un dato agghiacciante da Terzo Mondo. la gente sta male, non ha più denaro, mentre il talk show Italia mostra in giacca e cravatta oppure tailleurini chi governa con stipendi d’oro e non sembra farlo adeguatamente allo stipendio, visto i risultati. E osservare tutto ciò irrita quando si è un popolo di sofferenti. La speranza, a prescindere dal colore della maggioranza, è che qualcuno scopra l’acqua calda nel nostro Bel Paese, indichi i problemi veri, non ascolti i professori ma metta in atto semplici iniziative adeguate a salvarci. Volete che ne citi una, molto semplice, una delle più “piccole” e semplici: permettere che in Italia torni a circolare il contante liberamente. La carta moneta che gira, passa di mano in mano, rappresenta il libero mercato, la ricchezza e quindi lavoro ed occupazione.
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com
precedenti editoriali:
https://www.stedo.ge.it/?p=18343 (Stipendio del deputato)
https://www.stedo.ge.it/?p=18277 (Emozione della sindone)
https://www.stedo.ge.it/?p=18208 (Maggio e le rose)
https://www.stedo.ge.it/?p=18164 (Tornando dal Garda)
https://www.stedo.ge.it/?p=17874 (sono arrabbiato)
https://www.stedo.ge.it/?p=17177 (festa della donna)
https://www.stedo.ge.it/?p=16511 (Peppone e Don Camillo)

Un pensiero su “L’editoriale del sabato è il fondo del direttore sul Gaz in edicola : “Tu chiamale se vuoi elezioni”, aspettando la Liguria che verrà

  • 7 Giugno 2015 in 09:49
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    Abbiamo sempre sperato in un cambiamento che migliorasse lo stato la regione il comune il MUNICIPIO , ma abbiamo sempre trovato ingiustizia incapaci ladri e servi della mala politica , purtroppo non siamo capaci di gestire e vivere nella democrazia , quello che ci serve per qualche anno è una delle più rigide dittature per riuscire a capire i valori della democrazia. Saluti a tutti gli ipocriti ben pensanti!!!

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