Se fossi il re…editoriale del direttore di oggi, sabato. Ma cambia e stop al giorno fisso

La monotonia uccide e sabato e domenica è meglio dedicarsi a famiglia, amici ed affetti personali, riposo, rifornimento di provviste o shopping, se qualcuno ne ha ancora le possibilità, oltre a tutto ciò che non si riesce a fare in settimana. Per questo l’editoriale del direttore non sarà più necessariamente di sabato ma ondeggerà tra il penultimo giorno della settimana ed il lunedì o, magari, se accade qualcosa di speciale, nulla impedisce che venga pubblicato un altro giorno. Unica certezza rispetto al passato che, salvo casi eccezionali, ne uscirà uno alla settimana. E resterà in cima alla pagina del sito al massimo mezza giornata e non più per tutto il fine settimana. Nella vita occorre talvolta cambiare, soprattutto quando pare che le cose funzionino. Ringrazio infatti per i molti consensi che ricevo sugli editoriali e, soprattutto, sulla condivisione delle idee espresse. Mi arriva dalla gente comune e me ne rallegro; vuol dire che sono davvero un giornalista di…strada. Che vive in mezzo alla gente ed ai suoi problemi. Uno, insomma, normale, non del Palazzo. Tutto ciò mi induce a mutare nella forma, mentre nei contenuti, ahimè, la musica resta funebre e l’Italia ed il mondo girano come vedete. Immutata la crisi quando si aprono le porte dell’autunno e l’unica ripresa è quella delle piogge e conseguenti alluvioni. Dov’è altrimenti altra ripresa sociale o economica? Si è forse persa tra i palazzi romani perché altrove non si trova? Il problema epocale di popoli che trasmigrano perché buona parte di globo soffre di guerre e fame ha forse un inizio pur minimo di risoluzione? L’equilibrio ecologico della terra sta migliorando? Risposte tutte negative. E lo zero virgola spiccioli per cento che la politica sostiene indicativo di ripresa non indica nulla. Mi sono messo a ridere quando è stato urlato che a luglio sono aumentati i settori da vacanza rispetto all’anno prima. Sarebbe accaduto comunque: lo scorso anno era freddo e la domenica pioveva; quest’anno il sole ci ha scaldato fino a cuocerci. Costituzionale quindi tale aumento. Pensate a chi ha famiglia e figli: li porta la mare se piove? Nel fondo del cartaceo che uscirà entro fine mese scriverò ancora di economia con riflessioni derivanti da una discreta permanenza all’estero oltre che da qualche movimento in Italia. In questo editoriale web, ancora e per ora di sabato, faccio invece finta di sognare e di avere la corona in testa. Se fossi re……Se tale fossi al popolo sovrano che si inchina a Sua Maestà, per tale forma di antico e devoto rispetto, annuncerei l’abolizione dei registratori di cassa e delle blu aree. Sì, è vero: faccio un po’ di confusione: oggi le case reali hanno altre funzioni ed ai tempi dei re cui mi riferisco quella roba che ho detto poc’anzi era fantascienza. Ma…se fossi un re è…un sogno che non ricordo più se ho fatto davvero e se ho sognato ad occhi aperti. Il concetto non muta tuttavia. Per i registratori di cassa la sostanza è che non si può imporre qualcosa per impedire che…nel caso che qualcuno non paghi le tasse. Si puniscano severamente gli evasori ma non si agisca come se tutti fossero colpevoli fino a prova contraria. E’ vero che in Italia l’evasione abbonda ma certamente il sistema fiscale è orrendo e complesso e pare fatto per favorire chi non vuole essere corretto nei confronti dello Stato e quindi della collettività e perciò pure di se stesso. Come non mi pare giusto prelevare le tasse dalle buste paga; altrove non accade, vince la fiducia e l’onestà ed i lavoratori sono, nella stragrande maggioranza, onestissimi. Le blu area, invece, sono una vessazione questa sì da antica monarchia: pagare per posteggiare? Potrebbe essere applicato in comodi autosilo o in pochissime strade nevralgiche. Diffuso com’è in Italia è una menomazione alla libertà di movimento. Una tassa indiretta da vergogna. Tutto quanto sopra meriterebbe ovviamente un serio dibattito, ben più approfondito di un editoriale già anche troppo lungo. Ma intanto è bene parlare delle cose, esprimersi, confrontarsi. Non cambia nulla, certo…mica sono il re. Ma se tutti tacciono…..c’è chi continua a farsi i fatti suoi ignorando il popolo…bue. Perché io non sono il re ma noi cittadini, a volte……
Dino Frambati
d.frambati@seseditoria.com
precedenti editoriali:
https://www.stedo.ge.it/?p=19229 (Il Giusti poeta e giornalista)
https://www.stedo.ge.it/?p=19202 (San Pier d’Arena zona per bene)
https://www.stedo.ge.it/?p=19185 (Settembre, andiamo)
https://www.stedo.ge.it/?p=19043 (L’editoriale va in vacanza)
https://www.stedo.ge.it/?p=18935 (Fate l’amore non la guerra)
https://www.stedo.ge.it/?p=18856 (Mondo meglio di come appare)
https://www.stedo.ge.it/?p=18630 (Brescello, Italia che piace)
https://www.stedo.ge.it/?p=16511 (Peppone e Don Camillo)

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