Le Officine Sampierdarenesi ed i commercianti meritavano ben altro

Come ha ben illustrato Marilena Vanni nell’articolo qui pubblicato on line, la presenza dei commercianti e dei cittadini è stata ampia e partecipe. Splendido il lavoro di ricerca e statistico svolto dalle “Officine”, ma assolutamente deludente il riscontro della politica. L’Assessore Piazza, trattenuto a Milano da un “impegno istituzionale”, non ha evidentemente potuto (o saputo?) capire come il vero punto dolente di questa parte fondamentale della città che egli contribuisce ad amministrare sia ben più importante di altre cose. Era quello del Modena, ce lo lasci dire, il vero “impegno istituzionale” al quale si doveva sacrificare qualcosa d’altro. Forse gli è arrivata voce che l’ultima volta in cui due suoi colleghi (Vice Sindaco ed Assessore alla sicurezza) sono venuti da noi se ne sono sentiti dire di tutti i colori dalla gente inferocita per le dilatorie o flebili “risposte”. Sta di fatto che l’assessore ha mandato una funzionaria che ha preso nota di tutto e riferirà. Bene. Dubitiamo però che riesca a rappresentargli efficacemente a quale livello è giunta la rabbia di commercianti e cittadini. Per quanto riguarda la Municipalità, anche qui in assenza del presidente (chissà se anche lui per “impegni istituzionali importanti”), c’erano l’assessore Santacroce e diversi consiglieri di vari partiti. Il neo assessore ha quasi subito ceduto al nervosismo visibilmente impreparato alle contestazioni che non erano tanto rivolte a lui personalmente, quanto a chi lo ha preceduto. Ha informato i presenti che lui “è uno di noi” e “vive come noi”, nella zona di via Rolando e vede i problemi. Molto bene, ne siamo contenti, e speriamo faccia di più e meglio dei predecessori. Ci permettiamo intanto di dargli un consiglio: provi a mettersi empaticamente nei panni dei commercianti, ad aprire una serranda al mattino dovendo già lottare contro lordure di cani ed umani, spazzatura a gogò, insicurezza diffusa, sempre più scarsa quantità di affari, tasse da pagare e trepidazione di dover presto chiudere l’attività. Capirà immediatamente il disgusto dei commercianti e la polemica che molti fanno. Tutto questo si deve anche all’assenza della politica o a scelte che non vengono minimamente fatte con mentalità “di sistema”, ma solo come episodi a cui dare visibilità sui mass media, senza che ad essi seguano poi veri cambiamenti. Le Officine Sampierdarenesi ed i commercianti hanno comunque la pelle dura, ma non è detto che la loro capacità di sopportazione sia infinita. Gian Franco Angusti, da vecchio combattente quale è, lo ha lasciato intendere chiaramente. “A buon intenditor, poche parole”, sancisce il detto popolare.
Pietro Pero

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