Il banco Alimentare compie vent’anni, li narra un libro di Giorgio Paolucci, giornalista insigne di Avvenire

“Se offrirai il tuo pane all’affamato…” è il titolo del libro con cui
verrà celebrato, venerdì 10 giugno alle 18,30, presso la sede genovese del
Banco Alimentare i vent’anni della stessa struttura solidaristica. Un evento
che va ben al di là dello spazio ligure con il libro realizzato da Giorgio
Paolucci, uno dei più insigni giornalisti di Avvenire, il giornale della Cei
e setso quotidiano per diffusione in Italia, un “opinion leader”. Paolucci è
da poco in pensione dopo una brillante carriera nel foglio dei vescovi
italiani del quale è stato a lungo il numero due. Ed a sottolineare quanto
sopra sarà la presenza, alla presentazione dell’opera, del cardinale Angelo
Bagnasco, arcivescovo di Genova ma soprattutto presidente Cei. All’evento
sarà presente anche Gabriella Andraghetti, presidente ligure del banco
Alimentare mentre a moderarlo sarà Tarcisio Mazzeo, giornalista Rai. “Una
grande trama di carità, un modello di azienda non profit, un’espressione di
costruttività molto significativa in una stagione come quella che stiamo
vivendo, in cui sembrano prevalere il sospetto e la rassegnazione”, commenta
Paolucci che ricorda come “ogni giorno rifornisce oltre 8 mila strutture
caritative che aiutano un milione e seicentomila poveri grazie al recupero
di 75 mila tonnellate di cibo e di 1 milione e 100 mila piatti pronti
raccolti nelle mense di aziende, ospedali e scuole”. Il volume edito da
Guerini e Associati scritto dal giornalista- scrittore, profondo conoscitore
ed esperto del mondo della solidarietà, costituisce un viaggio-inchiesta
alla scoperta di un pianeta dove, spiega Paolucci, “la dimensione della
gratuità e la condivisione di un bisogno elementare si sposano con la lotta
agli sprechi”. “Vengono ricostruite le origini del Banco, nato nel 1989
dall’incontro tra l’imprenditore lombardo Danilo Fossati, proprietario della
“Star” e don Luigi Giussani, e si raccontano i volti e le storie di quanti
devono fare i conti con la fame, dei volontari che li aiutano a «ripartire»
e delle aziende che donano le eccedenze”, sottolinea ancora il giornalista
ex Avvenire. Il libro si può definire, secondo l’autore, “uno spaccato
documentato dell’Italia solidale che ogni anno trova nella Colletta
Alimentare, che ha 5 milioni e mezzo di donatori in 11 mila supermercati, la
sua espressione più popolare”.
Dino Frambati

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