Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Immenso Falstaff con blackout finale

Gen 22, 2017

Era appena scoccata la mezzanotte nel parco di Windsor e, mentre l’irriducibile cavaliere, sotto la grande quercia di Herne, attendeva all’ennesimo tentativo di avventura galante, un blackout sul palcoscenico del Teatro Carlo Felice, rendeva necessaria la sospensione (anche se di pochi minuti) del Falstaff di Giuseppe Verdi. Diciamo subito che ciò non andava ad inficiare la qualità dello spettacolo, anzi dava un motivo in più per ricordare una serata veramente degna di non essere dimenticata. Ultima opera di Giuseppe Verdi e ultima regia lirica di Luca Ronconi, Falstaff era assente dalle scene genovesi da ben diciassette anni. Ambientata in un non ben definito passato, lontana da atmosfere elisabettiane, con anonimi teloni come quinte, in uno spazio scenico talvolta solcato da curiosi marchingegni, la sobria regia di Ronconi, diligentemente ripresa da Marina Bianchi, esaltava la grandezza di questo capolavoro verdiano. Musicalmente ineccepibile, ha visto nell’interpretazione di Carlos Alvarez, quale protagonista, qualcosa di immenso: debuttante nel ruolo ha offerto magistralmente tutte le sfumature che il personaggio richiede, senza mai cadere nel grottesco, con quella classe da hidalgo che lo contraddistingue. Tutti perfettamente in ruolo gli altri protagonisti: dall’iracondo Alessandro Luongo nel ruolo di Ford, alla deliziosa Leonore Bonilla (Nannetta), fino all’intrigante Rocio Ignacio (Alice). Completavano l’affiatatissimo cast: Pietro Adaini (Fenton), Cristiano Olivieri (Cajus), Marcello Nardis (Bardolfo), Luciano Leoni (Pistola), Barbara Di Castri (Quickly) e Manuela Custer (Meg). Buona la direzione d’orchestra di Andrea Battistoni, al quale va riconosciuto il merito, quando l’oscuramento del palcoscenico creava attimi di smarrimento in sala, di aver fatto sue le ultime parole dell’opera, e rivolgendosi al pubblico, affermava che “tutto nel mondo è burla…”

gb

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