Gazzettino Sampierdarenese

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Don Carlo: gli assenti hanno sempre torto

Apr 24, 2017

In una serata dedicata a Daniela Dessì, (che avrebbe dovuto vestire i panni di Elisabetta) scomparsa prematuramente l’anno scorso, è andato in scena al Teatro Carlo Felice, dopo sedici anni di assenza dalle scene genovesi, Don Carlo di Giuseppe Verdi, riscuotendo un grande successo dal, purtroppo non numeroso, pubblico presente in sala. Opera monumentale, caratterizzata dalla sontuosità e l’articolazione tipica del dramma lirico-francese, dove il genio di Verdi ha concentrato tutti i temi portanti del suo teatro musicale intorno alla maestosa figura di Filippo II, al quale “soggetta è metà della terra”, ma allo stesso tempo “sgraziato genitor e sposo più triste ancor”, dando vita ad un capolavoro di rara drammaticità, bellezza ed intensità. Lo spettacolo, in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma e l’Auditorio de Tenerife “Adan Martin”, nel segno di una oculata parsimonia, apre il sipario sull’enorme lapide marmorea della tomba di Carlo V, dove il regista Cesare Lievi, avvalendosi delle scarne ma efficaci scene firmate da Maurizio Balò, crea una lugubre atmosfera cimiteriale, caratterizzata dalle luci gelide e taglienti curate da Andrea Borelli, che solo i riflessi dei roghi degli eretici e dei loro pericolosi libri, coloreranno temporaneamente la scena. Parte musicale di tutto rispetto, con l’ottima direzione di Valerio Galli, autorevole, intima e solenne allo stesso tempo. Di spessore la prova degli interpreti, dove fra tutti primeggiano, a nostro avviso, Franco Vassallo e Riccardo Zanellato, rispettivamente Rodrigo e Filippo II: gran belle e nobili voci, fierezza nel portamento ed interpretazione. Buona la prova di Aquiles Machado nel ruolo di Carlo, anche se non scevra da qualche ombra. Certamente da apprezzare Giovanna Casolla: un’Eboli con temperamento da vendere, così come Svetla Vassileva nei panni di Elisabetta e Marco Spotti, un credibilissimo Grande Inquisitore. Degni di menzione, completavano il cast: Mariano Buccino (un Frate), Marika Colasanto (Tebaldo), Didier Pieri (il Conte di Lerma) e Silvia Pantani (una voce dal cielo). Solido e compatto (come sempre) il Coro diretto da Franco Sebastiani. Al termine calorosi e prolungati applausi: peccato per chi non c’era, d’altronde absentem semper malum.

Repliche: mercoledì 26, ore 19.00 – domenica 30, ore 15.30 – martedì 2 maggio, ore 15.30.

gb

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