Gazzettino Sampierdarenese

Il mensile di San Pier d'Arena online

Sol levante in riva all’Arno

Gen 17, 2018

Settimo titolo di un catalogo comprendente ben sedici opere, Iris di Pietro Mascagni, a quasi centoventi anni dalla sua prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Costanzi di Roma il 22 novembre 1898, è andata in scena al Teatro Verdi di Pisa. Opera estremamente originale all’interno della produzione del compositore livornese, con la sua trama a tinte fosche e crudeli, narrante l’atroce destino della protagonista, vittima dell’immenso egoismo umano, non solo rappresenta il primo titolo del melodramma italiano ambientato in Giappone, ma segna una nuova fase dell’itinerario creativo del musicista. Anche se caratterizzata dal gusto del liberty, fortemente in auge al momento, la musica non tradisce mai il melodismo tipico di Mascagni, che qui traduce abilmente in vocalità il simbolismo del librettista Luigi Illica, con una raffinata ricerca di nuovi mezzi espressivi e lo sforzo di mantenere una propria coerenza. In un Teatro gremito in ogni ordine di posti, abbiamo assistito ad una rappresentazione di questo gioiello, ahinoi non frequentemente rappresentato, riportandone una più che lusinghiera impressione Nuovo l’allestimento in coproduzione con Kansai Nikikai Opera Theater di Osaka, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro di Pisa, con una garbata ed intelligente regia di Hiroki Ihara, le scene di Sumiko Masuda, i costumi di Tamao Asuka hanno contribuito all’ottima riuscita dello spettacolo. Musicalmente di notevole spessore con l’ottima prova dell’Orchestra Filarmonica Pucciniana diretta, con una superba lettura, da Daniele Agiman e non da meno il Coro “Ars Lyrica”: decisamente possente nell'”Inno del sole”. Voci perfettamente all’altezza di questo delizioso spettacolo: Valentina Boi, credibile e struggente Iris, Fulvio Fonzi (il Cieco), Samuele Simoncini (Osaka), Keisuke Otani (Kyoto), Maria Salvini (Dhia). Entusiastici e prolungati applausi al termine.

gb

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